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17 gennaio 2017

Ecco un elenco degli aiuti alla famiglia disponibili per il 2017.

Ecco un elenco degli aiuti alla famiglia disponibili per il 2017.
1) Mamma Domani:

È un assegno di 800 euro una tantum destinato soprattutto a coprire parte degli esami diagnostici e delle prime spese per il bambino, subito dopo la nascita. Potrà essere richiesto, senza alcuna limitazione di reddito, già a partire dal settimo mese di gravidanza. E sarà l’INPS, dopo l’imminente decreto attuativo, ad occuparsi di comunicare le modalità operative e di erogare le prestazione.-
A partire dal 2017, quindi, le future mamme al compimento del settimo mese di gravidanza, se vorranno richiedere il bonus, dovranno presentare l'apposita domanda all'INPS, per via telematica. 
2) Buono Nido:

Si tratta di un contributo per il pagamento delle rette dei nidi pubblici e privati fino ad un massimo di 1.000 euro annui (erogati in 11 mensilità) che, sarà versato dall’INPS. Questa misura riguarda tutte le famiglie senza alcuna limitazione di reddito e si riferisce all’intera durata massima di tre anni di frequenza del nido, sia pubblico che privato. Possono beneficiare del contributo i nati dal primo gennaio 2016. L’aiuto sarà destinato anche alle famiglie con bambini meno di tre anni che, a causa di gravi patologie croniche, sono impossibilitati a frequentare un nido. Unico vincolo: il bambino deve rimanere iscritto al nido tutto l’anno, pena una riduzione del bonus. Il contributo economico viene riconosciuto alla madre lavoratrice, anche autonoma, in sostituzione anche parziale del congedo parentale. Occorre ricordare che qualora si fruisca del voucher, non sarà possibile usufruire anche della detrazione fiscale prevista per le spese documentate di iscrizione in asili nido sostenute dai genitori pari al 19% sul totale spese annue documentate, sostenute fino ad un massimo di 632 euro.-
3) Bonus Bebè:

Confermato in maniera definitiva il Bonus Bebè già esistente. L’assegno mensile do 80 euro versato per un triennio alle famiglie con un ISEE inferiore ai 25.000 euro viene raddoppiato al di sotto della soglia di 7.000 euro .-4) Voucher baby-sitter:

La manovra ha aumentato le risorse da 20 a 40 milioni di euro l’anno per le lavoratrici dipendenti e da 2 a 10 milioni per le lavoratrici autonome. Rispetto agli anni passati, inoltre, il potenziamento è stato stabilito per un biennio, anziché per un solo anno.-
5) Fondo Credito Nuovi Nati:

Ultima novità prevista dalla legge di Stabilità è l’istituzione, presso la presidenza del Consiglio dei ministri, di un Fondo di sostegno alla natalità, dotato di 14 milioni di euro per il 2017, che nel 2018 diventeranno 24 milioni. Si tratta di un fondo rotativo diretto a favorire l’accesso al credito delle famiglie con uno o più figli, nati o adottati, a decorrere dal 1° gennaio 2017, mediante il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari.-
6) Nuovo congedo parentale:

È stato esteso dal Jobs Act il congedo parentale retribuito al 30%, dai tre ai sei anni del figlio (otto per le famiglie a basso reddito) e non retribuito dagli attuali otto anni del figlio a 12 anni. Si può chiedere anche a ore.-
7) Congedo paternità:

È stato prorogato anche nel 2017 il congedo obbligatorio di due giorni per i papà. Da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio. Il congedo papà è un congedo di astensione dal lavoro che spetta ai lavoratori dipendenti in occasione della nascita del figlio o a genitori affidatari o adottivi entro e non oltre il 5° mese di vita del bambino.-
8) Assegno di maternità 2017 dello Stato:

Per madri naturali o adottive ma anche padri che però siano lavoratori anche precari.
Requisito fondamentale: essere residenti in Italia ed essere cittadini italiani, comunitari o extracomunitari.
Inoltre i requisiti che la madre deve possedere per aver diritto all'assegno sono:

  • è una lavoratrice che ha diritto all’indennità di maternità (o ad altro trattamento economico per maternità) e che ha tre mesi di contribuzione per maternità nel periodo compreso tra i 18 ed i 9 mesi precedenti la data del parto (o l’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato);
  • è una lavoratrice che è stata licenziata (o che ha presentato le dimissioni) e che ha tre mesi di contribuzione per maternità nel periodo compreso tra i 18 ed i 9 mesi precedenti la data del parto (o l’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato);
  • è una lavoratrice disoccupata che ha fruito in passato di determinate prestazioni economiche (mobilità – disoccupazione ordinaria o con requisiti ridotti – CIGO o CIGS – malattia – maternità – ASU o LPU) a condizione che tra l’ultimo giorno della prestazione economica fruita e la data del parto (o ingresso in famiglia) non sia trascorso un periodo superiore a quello di godimento della prestazione stessa; in ogni caso, il periodo tra l’ultimo giorno di godimento della prestazione e la data del parto non può essere superiore a 9 mesi.-
9) Assegno di maternità 2017 dei Comuni:

È un contributo indirizzato alle madri disoccupate e casalinghe. La richiesta va presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bimbo e dalla sua entrata in famiglia se adottato o preso in affido. Il beneficio è riconosciuto anche alle mamme extracomunitarie che, entro sei mesi dalla nascita del bambino, presentano la documentazione per la richiesta + permesso soggiorno.
A chi è rivolto. L'assegno a carico del Comune è riservato alle mamme disoccupate e casalinghe che non lavorano o che non possono far valere almeno 3 mesi di contributi negli ultimi 18 mesi, che hanno partorito, adottato o ricevuto in affidamento preadottivo un bambino. 
L'importo dell'assegno viene rivalutato dal Comune ogni anno in base all'adeguamento ISTAT. 


(fonte: http://www.informazionipertutti.it/)

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Bonus mamme 2017: Bonus donne incinte 2017, ecco tutto quello che c’è da sapere sul nuovo contributo per il sostegno del reddito delle famiglie

--------> Bonus mamme 2017: come funziona?
Cos’è il nuovo bonus mamme domani 2017? Se siete in dolce attesa sarete sicuramente interessate al nuovo bonus da 800€ per le donne incinte.
Si tratta di una misura prevista dalla Legge di Bilancio 2017 il cui obiettivo è sostenere il reddito delle donne in gravidanza. Infatti, come ben sapete, tra ecografie, visite specialistiche e farmaci, durante la gravidanza vengono spesi molti soldi. Senza dimenticare quelli che dovrete spendere per l’acquisto dei prodotti per la prima infanzia.
Per questo motivo il Governo ha scelto di erogare un bonus di 800€ per le future mamme. Questo non è l’unico intervento della Legge di Stabilità a sostegno delle famiglie, poiché come abbiamo già visto c’è stata la riconferma del bonus bebè, un contributo di 960€ per i primi tre anni di vita del bambino, e del bonus baby sitter, pari a 600€ per tutte le famiglie che rinunciano al congedo facoltativo.
Il bonus 800€ per il premio alla nascita verrà corrisposto in unica soluzione dall’INPS e non concorre alla formazione del reddito complessivo. Per richiedere il bonus mamme domani bisogna avere un ISEE basso? Vediamolo di seguito.

Bonus mamme domani 2017, requisiti: chi può richiederlo?

I primi mesi di gravidanza, dal punto di vista medico, sono i più a “rischio”. Per questo motivo per richiedere il bonus mamme bisognerà aver superato il 7° mese di gravidanza.
Inizialmente si pensava che per richiedere il bonus per le donne incinte bisognasse avere un reddito ISEE non superiore ai 25mila euro.
Tuttavia, l’emendamento che proponeva la soglia ISEE di 25mila euro per fruire del bonus mamme domani e del bonus asilo nido non è stato approvato alla Camera dei Deputati.
Quindi, questo bonus nascite sarà destinato a tutte le future mamme.

Bonus mamme domani 2017: perché dopo il 7° mese?

Probabilmente molte di voi si staranno chiedendo perché il bonus nascite verrà erogato solamente dopo il settimo mese di gravidanza. La risposta è semplice, anzi ci sono due motivi differenti, uno economico e l’altro medico.
Il primo motivo riguarda l’aumento delle spese che solitamente c’è dopo il settimo mese, quando bisogna cominciare ad acquistare tutto il materiale che servirà per i primi mesi del nascituro. Il secondo è un motivo prettamente medico. Infatti, dopo il settimo mese gli episodi di interruzione involontaria della gravidanza sono più rari.

Bonus mamme domani 2017: come fare domanda?

Per fare domanda bisognerà aspettare ancora un po’. Infatti, il bonus mamme entrerà in vigore solamente nel 2017 quando verrà emanato un decreto attuativo e una circolare INPS in cui verranno chiarite tutte le condizioni per richiedere il premio.
Trattandosi di un bonus INPS, però, la procedura per l’invio della domanda dovrebbe essere la stessa di quella del bonus bebè e del voucher baby sitter. Quindi, la richiesta andrà inviata all’INPS per via telematica.
Nel dettaglio, per una donna incinta può inviare la domanda per il nuovo bonus nascite per il 2017:
  • direttamente online se possiede il PIN dispositivo INPS. Anche in questo caso, però, bisognerà aspettare che l’INPS emani una circolare con tutte le informazioni;
  • telefonando al numero verde INPS;
  • chiedendo informazione a CAF e Patronati o a qualsiasi ente intermediario abilitato ad autorizzare l’invio telematico delle domande INPS.
Per tutte le altre informazioni sul nuovo bonus mamme 2017 e sugli altri contributi a sostegno del reddito delle famiglie continuate a seguirci perché vi terremo aggiornati non appena ci saranno novità.

(Non è ancora possibile fare domanda per il cosiddetto #BonusMammeDomani. Dovete attendere la pubblicazione sul sito Inps della circolare e della procedura.)

(FONTE: https://www.forexinfo.it/)
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16 gennaio 2017

Scadenza termine presentazione di istanze di riduzione, agevolazione, esenzione ai fini TARI( scadenza 31 Gennaio 2017)

Scadenza termine presentazione di istanze di riduzione, agevolazione, esenzione ai fini TARI

( scadenza 31 Gennaio 2017)


Si comunica che il 31 gennaio è il termine ultimo per la presentazione delle istanze per beneficiare delle riduzioni, agevolazioni, ed esenzioni sulla tassa rifiuti (TARI) anno 2017 previste dagli artt. 10 e 11 del vigente regolamento. Entro questa data, infatti, i contribuenti dovranno presentare o ripresentare apposite istanze, utilizzando i moduli messi a disposizione dall’Amministrazione e scaricabili dal sito del Comune al link “modulistica on line – Area Bilancio e Risorse Finanziarie” o utilizzando i canali tematici (cassetto tributi).
Chi volesse utilizzare le comunicazioni cartacee o la posta elettronica, potrà inviare le domande di riduzione o esenzione per: posta certificata tarsutarestari@cert.comune.palermo.it, per posta da inviare a Comune di Palermo Settore Tributi Piazza Giulio Cesare n° 6 90127 Palermo o potrà recarsi presso gli sportelli informativi TARI di via Ausonia n° 67 (Polo Tecnico) e di Piazza Giulio Cesare n° 6 previo appuntamento.
Le dichiarazioni di riduzione, agevolazione e/o esenzione dovranno essere corredate dalla documentazione (nel sito del comune al link tributi locali è indicata la documentazione da allegare in relazione all’istanza da presentare) utile a dimostrare gli stati di fatto o di diritto (art. 12 del regolamento TARI).
Per eventuali ulteriori informazioni, si invita a consultare il Regolamento di applicazione del tributo, pubblicato sul sito web istituzionale del Comune di Palermo all’indirizzo www.comune.palermo.it

(fonte: comune di Palermo)
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13 gennaio 2017

Lea: Livelli essenziali di assistenza sanitaria

Lea passaggio storico per sanità italiana...

Cosa sono i Lea e come si 'misurano'
I Lea (Livelli essenziali di assistenza) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti i cittadini, con le risorse pubbliche, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Per monitorare l'erogazione dei Lea, in condizioni di appropriatezza ed efficienza e compatibilmente con le risorse disponibili, presso il Ministero della salute e' stato istituito il "Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza".
la cosiddetta Griglia Lea, basata su 31 indicatori (dall'assistenza ospedaliera alle liste di attesa, dal controllo della spesa farmaceutica ai dispositivi medici) raggruppati in tre grandi aree: assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro (vaccinazioni, screening, prevenzione nei luoghi di lavoro, tutela degli alimenti, sanita' veterinaria, etc.); assistenza distrettuale (assistenza farmaceutica, specialistica e diagnostica ambulatoriale, servizi domiciliari ad anziani e malati gravi, consultori, strutture residenziali e semiresidenziali); assistenza ospedaliera, valutata in base al tasso di ricovero e sulla base di una serie di indicatori di appropriatezza. Quest'anno e' stato aggiunto un nuovo indicatore sugli stili di vita (obesita', fumo, etc).
Passando nel sistema pubblico, queste attività saranno prevalentemente gratuite grazie alle esenzioni.

Tra le varie attività che entrano nel Lea ci sono tutte le prestazioni di procreazione medicalmente assistita (Pma), compresa l'eterologa, che già veniva passata da alcuni sistemi sanitari regionali ma non da tutti. Poi viene rivisto profondamente l'elenco delle prestazioni di genetica, è introdotta la consulenza genetica e sono inserite prestazioni di elevato contenuto tecnologico (come la adroterapia contro certi cancri) o di tecnologia recente, come la radioterapia stereotassica.

Entra anche l'enteroscopia con microcamera ingeribile, ovvero la possibilità di effettuare una gastroscopia attraverso l'ingestione di una pillola contenente una microcamera. Ci sono poi novità per le protesi, come quelle per la comunicazione e le attrezzature domotiche, oltre a carrozzine speciali.

Viene anche rivisto tutto il tema delle malattie rare: 110 di queste entrano nei Lea e dunque le famiglie dei malati vengono sollevate dalle spese per le relative prestazioni sanitarie. Tra le malattie croniche sono introdotte sei nuove patologie, ovvero la sindrome di talidomide, l'osteomelite cronica, le patologie renali croniche, il rene policistico autosomico dominante. Passano nei Lea l'endometriosi negli stadi clinici 'moderato' e 'grave' e la broncopneumopatia cronico ostruttiva negli stadi clinici 'moderato', 'grave' e 'molto grave'. Vengono inoltre spostate tra le malattie croniche alcune patologie già esentate come malattie rare, così la celiachia e la sindrome di Down.

Agganciato ai Lea c'è anche il nuovo piano vaccini che introduce nei livelli essenziali di assistenza anche l'anti-papillomavirus per l'uomo, l'anti-pneumococco e  l'anti-meningococco B. È prevista anche l'introduzione dello screening neonatale per la sordità congenita e la cataratta congenita.

Infine, c'è capitolo dedicato ai disturbi dello spettro autistico, che prevede nel percorso di diagnosi, cura e trattamento, l'impiego di metodi e strumenti basate sulle più avanzate evidenze scientifiche disponibili. Infine la celiachia cambia classificazione e diventa una malattia cronica, non più una malattia rara. 

Con i Lea 2017 verranno erogate in regime di esenzione le cure relative più di 110 nuove entità tra singole malattie rare e gruppi di malattie. Alcune tra le nuove malattie rare sono queste che riportiamo qui di seguito:

  • sarcoidosi;
  • sclerosi sistemica progressiva;
  • miastenia grave;
  • sindromi da neoplasie endocrine multiple;
  • iperinsulinismi congeniti;
  • malattie perossisomiali;
  • sindromi da deficit congenito di creatina;
  • piastrinopatie autoimmuni primarie croniche;
  • miosite eosinofila idiopatica.
  • sindrome da talidomide
  • osteomielite cronica,
  • patologie renali croniche,
  • rene policistico autosomico dominante,
  • endometriosi negli stadi clinici “moderato” e “grave”,
  • broncopneumopatia cronico ostruttiva negli stadi clinici “moderato”, “grave” e “molto grave”.
  • malattia celiaca,
  • sindrome di Down,
  • sindrome di Klinefelter,
  • connettiviti indifferenziate.
  • ELENCO COMPLETO ESENZIONI

(fonti: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/-----http://www.repubblica.it/-----http://business.laleggepertutti.it/)
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10 gennaio 2017

COMUNICATO INPS per la famiglia: bonus 2017

COMUNICATO INPS per la famiglia

Vi ricordiamo che:
1). il 15 gennaio scadono tutti gli ISEE fatti nel 2016, che devono essere rifatti per confermare il diritto alle prestazioni di cui usufruite (bonus bebè, ecc.). Gli ISEE vengono calcolati sui redditi di due anni prima (Certificazione Unica 2016). Quindi non dovete aspettare la nuova certificazione unica (ex CUD). Il mese di gennaio verrà pagato ma da febbraio, in assenza di nuovo ISEE, i pagamenti saranno bloccati fino ad acquisizione del documento. Non è necessario rifare domanda. Solo ISEE
2). Non è ancora possibile fare domanda per il cosiddetto  BONUS NUOVE MAMME 2017(bonus 800€. gravidanza). Dovete attendere la pubblicazione sul sito Inps (e in seguito qui) della circolare e della procedura.
 Lo stesso vale per il nuovo #BonusAsiloNido
3). Non ci sarà aumento del #BonusBebè nel 2016
4). I pagamenti sono tutti in ritardo questo mese. 
Le date vengono caricate in questi giorni nei servizi online. Intorno a metà mese dovrebbero cominciare ad arrivare i primi pagamenti di #bonusbebè, ecc.
5). Per i voucher babysitting e asili nido NON è stato ancora pubblicato il nuovo bando.
 Fino a quel momento dipendenti pubbliche e private non possono fare domanda perchè i fondi sono esauriti. 
E' invece vigente il nuovo bando per lavoratrici autonome e imprenditrici.
6). Il bonus bebè per i nati nel 2014 (e solo per questi) verrà erogato entro febbraio ai possessori di carta acquisti ordinaria senza bisogno di domanda.
(fonte https://www.facebook.com/INPS.PerLaFamiglia/)
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1 gennaio 2017

Bonus una tantum di 800 euro per i nati dal 1° gennaio 2017

Arriva un bonus una tantum di 800 euro per i nati dal 1° gennaio 2017.

Congedo obbligatorio più lungo per i lavoratori padri dipendenti, premio alla nascita di 800 euro, buono per il nido pari a mille euro l'anno, rifinanziamento del voucher per i servizi di baby sitting. Sono queste le misure principali a sostegno della condivisione della responsabilità genitoriale e per incentivare la natalità contenute all'interno della Legge di Bilancio in vigore dal 1° gennaio 2017.
Per i padri lavoratori dipendenti la manovra reca, in particolare, la proroga agli anni 2017 e 2018 del congedo obbligatorio di due giorni da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio. I giorni di congedo obbligatorio raddoppiano nel 2018 passando da due a quattro, fruibili anche in modo non continuativo.

Alla misura di sostegno alla genitorialità è abbinata anche la proroga nel 2017 e nel 2018 delle norme già stabilite, in via sperimentale, per gli anni 2013-2016, relative alla possibilità, per la madre lavoratrice dipendente o titolare di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, di richiedere, in sostituzione, anche parziale, del congedo parentale, un voucher da impiegare per il servizio di baby-sitting o per i servizi per l'infanziaL'estensione del voucher riguarderà anche le lavoratrici autonome che, come noto, solo da quest'anno hanno goduto del beneficio. 
Premio alla nascita 
Oltre a queste misure la legge di bilancio reca l'introduzione, a partire dal 1° gennaio 2017, di un p
remio una tantum pari a 800 euro alla nascita o all'adozione del bambino, senza soglie di reddito, al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto di adozione. La corresponsione del premio sarà demandata all’ INPS, su domanda della futura madre e non concorrerà alla formazione del reddito ai fini Irpef.
(per i dettagli del bonus A QUESTO LINK: BONUS NUOVE MAMME 2017)
Buono Nido di mille euro 
Altra misura confermata nella Bilancio dal 1° gennaio 2017 la legge di Bilancio riserva ai genitori un buono di mille euro su base annua, parametrato su undici mensilità, per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati per i bimbi nati dal 2016 in poi. Il buono, che potrà essere percepito per un massimo di un triennio visto che si riferisce alla platea dei bimbi tra gli 0 e 3 anni, sarà corrisposto dall'INPS al genitore richiedente, previa presentazione di idonea documentazione attestante l'iscrizione a strutture pubbliche o private. Per i bimbi che non possono frequentare l'asilo si prevede comunque l'introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche. Confermata la non cumulabilità del buono nido con il voucher per i servizi di baby-sitting, misura anch'essa prorogata per il prossimo anno dopo l'esaurimento dei fondi nel 2016, nè con la detrazione fiscale del 19% sul totale delle spese annue documentate di iscrizione in asili nido sostenute dai genitori fino ad un massimo di 632 euro (con una detrazione massima pari a 120 euro per ciascuna dichiarazione dei redditi nel triennio di usufruibilità del beneficio) come prevista inizialmente dall’art. 1, co. 335 della legge finanziaria 2006, successivamente prorogata con riferimento ai successivi periodi di imposta. 
Ripristino del «Fondo di sostegno alla natalità» volto a favorire l'accesso al credito delle famiglie con uno o più figli, nati o adottati, dal 1° gennaio 2017 mediante il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari.
(fonte: http://www.pensionioggi.it/)
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Pensioni, cambiano le pensioni nel 2017 dopo la legge di Bilancio

Pensioni, cambiano le pensioni nel 2017 dopo la legge di Bilancio  
La legge di bilancio per il 2017 in vigore da oggi porta diverse novità in materia pensionistica.
Le principali novità sono costituite dall'introduzione di una agevolazione previdenziale per i lavoratori precoci, coloro che hanno almeno 12 mesi di lavoro prima del 19° anno di età, l'APE agevolato, un sussidio di accompagnamento alla pensione per i lavoratori in condizione di difficoltà che hanno compiuto i 63 anni di età e l'APe volontario per coloro che intendono uscire in via anticipata accettando una decurtazione ventennale sulla pensione attraverso un prestito erogato dal settore bancario. Ci sarà anche il cumulo dei periodi assicurativi, una disposizione particolarmente utile per mettere assieme la contribuzione derivante da carriere lavorative miste senza oneri o decurtazioni sulla misura del reddito pensionistico. A differenza di quanto accaduto sino ad oggi con la totalizzazione nazionale. 
Alcune agevolazioni interessano, poi, i lavori usuranti che vedono la soppressione della finestra mobile di 12 o 18 mesi, e la definitiva archiviazione della penalizzazione sulle uscite anticipate prima del 62° anno di età. A parte queste migliorie la struttura portante della Legge Fornero non è stata cambiata: nel 2017 si potrà conseguire la pensione di vecchiaia al raggiungimento di 66 anni e 7 mesi (65 anni e 7 mesi le lavoratrici dipendenti del settore privato, 66 anni ed un mese le autonome) o la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne). I precoci in condizione di difficoltà (disoccupati, invalidi, caregiver o soggetti addetti a mansioni particolarmente gravose) potranno avvantaggiarsi dell'uscita a 41 anni di contributi dal 1° maggio 2017.  
Molte di queste novità devono essere ancora comprese nella loro portata definitiva. Occorrono, infatti, alcuni decreti governativi di attuazione attesi entro i primi due mesi del prossimo anno.
Aggiornato il programma di Pensioni Oggi per controllare rapidamente la prima data utile per uscire dal mondo del lavoro in base alle modifiche contenute nella legge di Bilancio per il 2017.(http://www.pensionioggi.it/strumenti/calcola-quando-si-va-in-pensione)
(fonte:http://www.pensionioggi.it)
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18 dicembre 2016

Attività produttive - agevolazioni fiscali a commercianti

Attività produttive - Giunta approva proposta agevolazioni fiscali a commercianti zone lavori opere pubbliche


Agevolazioni fiscali per le attività commerciali che operano all’interno delle zone che sono interessate dai cantieri dei lavori per la realizzazione di opere pubbliche.
L'approvazione del Regolamento di fatto permetterà, agli esercenti che operano all'interno delle aree interessate dai cantieri, di godere di agevolazioni in materia di Tari, Tosap - Tassa occupazione suolo pubblico - e imposta di pubblicità. 
L’amministrazione comunale si avvale quindi della facoltà legislativa che consente ai Comuni di deliberare agevolazioni sui tributi di loro competenza, fino alla totale esenzione, per gli esercizi commerciali e artigianali situati in zone precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche che si protraggono per più di sei mesi.

I requisiti tassativi per beneficiare della suddetta agevolazione sono i seguenti, con la precisazione che ha titolo per chiedere ed ottenere l'esenzione, solo chi contestualmente li possegga tutti:
a) essere titolare ed esercitare un'attività commerciale o artigianale comprovata dalle pertinenti autorizzazioni/licenze. Rientrano tra i soggetti agevolabili anche i titolari di quelle attività assimilabili alle attività commerciali/artigianali perché basate anch'esse sul richiamo della clientela effettuato con l'apposito allestimento dello spazio vetrina. Sono pertanto assimilabili alle attività commerciali/artigianali solo le attività con sede operativa ubicata in locali al piano terreno con vetrina;
b) avere al momento della domanda la sede operativa della propria attività che si affacci direttamente (con apposito punto di accesso della clientela) sulla strada preclusa al traffico a causa dell'apertura di un cantiere per la realizzazione di un'opera pubblica. A tal fine, si considera "preclusa al traffico" la porzione di strada per la quale a causa dei cantieri sia interdetta l'accessibilità veicolare di almeno una direzione di marcia.
c) avere subito la presenza del suddetto cantiere per un periodo continuativo a decorrere dal 01/05/2016.
d) essere in regola nell’ultimo quinquennio con gli obblighi relativi al pagamento, qualora si rivesta la posizione di soggetto passivo, delle imposte comunali TARI, Tosap e Pubblicità.
Le richieste di agevolazione verranno verificate dai competenti uffici del Settore Bilancio e Tributi e per gli aventi diritto scatteranno le agevolazioni, fino alla totale esenzione, che potrà essere in forma di rimborso, sgravio o altro a seconda delle specificità del caso concreto.
L’agevolazione sarà applicata a far data da gennaio 2017, e si protrarrà per i 4 mesi successivi alla effettiva chiusura del cantiere in oggetto, con ripristino della normale viabilità pedonale e veicolare.

L’importo della agevolazione sarà computato quindi con riferimento alla durata effettiva del cantiere e per ulteriori quattro mesi successivi alla chiusura dello stesso.
(fonte:Comune di Palermo)
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16 dicembre 2016

AMAT. Nuove tariffe per BUS e Tram. Arrivano abbonamenti Famiglia, Erasmus e Grandi aziende

AMAT. Nuove tariffe per BUS e Tram. Arrivano abbonamenti Famiglia, Erasmus e Grandi aziende 



Il riferimento del Sindaco è alla nuova tipologia di abbonamenti “per famiglie” previsto per i nuclei familiari che sottoscrivono un abbonamento collettivo per tutti i propri membri. In questo caso l’abbonamento avrà infatti un costo onnicomprensivo di 250 euro per sei mesi o 450 euro per un anno, includendo due tessere per tutta la rete ed un numero illimitato di tessere (pari al numero dei restanti componenti del nucleo familiare) valide per quattro linee.

Sempre per le famiglie è il nuovo abbonamento “Studenti e giovani agevolato” che prevede che nello stesso nucleo familiare, ogni due abbonamenti annuali studenti si usufruisce di uno sconto del 10% (2 abbonamenti per 270 euro) più un abbonamento gratuito a 4 linee per altro componente del nucleo familiare.

Per gli studenti e i giovani ffino a 27 anni è stata infatti prevista una riorganizzazione. Sparisce l’abbonamento mensile a tutte le linee con costo di 22 euro e viene introdotto quello mensile a 15 Euro (o annuale a 150) valido per 4 linee.

L’altra grande novità è l’introduzione dell’abbonamento per lavoratori di grandi aziende, che avrà un costo di 45 euro ogni tre mesi, a patto che almeno 50 dipendenti della stessa azienda/ente lo sottoscrivano.

Previsto poi l’abbonamento “Erasmus” rivolto a tutti coloro che, senza limiti di età, soggiornano a Palermo nell’ambito di programmi di mobilità internazionale per fini di studio, volontariato o formazione. In questo caso, il costo sarà come quello degli studenti, quindi da 15 euro mensili fino a 150 annuali).


(fonte: Comune di Palermo)
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9 dicembre 2016

Incentivi 2016: agevolazioni e bonus per gli individui e le famiglie

Per il 2016 sono usufruibili quasi tutte le agevolazioni del 2015. Ci sono alcune novità, soprattutto introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge 208/2015) che è intervenuta rifinanziando alcune iniziative e aggiungendo o modificandone altre.
Tra le novità assolute l'istituzione della CARTA FAMIGLIA per famiglie con almeno tre figli a carico a basso reddito, per godere di sconti su acquisti di beni e servizi e riduzioni tariffarie su servizi pubblici. Va ad affiancarsi alle carte acquisti ma per la sua effettiva fruizione occorre aspettare un decreto ministeriale.

Indice scheda:

***CARTA ACQUISTI ORDINARIA
***CARTA ACQUISTI SPERIMENTALE
***CARTA FAMIGLIA
***CARTA CULTURA
***BONUS BEBè
***BONUS RENZI 80€
***FONDO PER CONIUGE DISAGIATO
***FONDO AFFITTO
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MONREALE: Il Comune mette in pagamento il Buono Socio Sanitario per 210 famiglie monrealesi

Sono in pagamento in questi giorni , dal Comune di Monreale, le somme che riguardano il bonus socio-sanitario relative all’anno  2016.
  Lo rende noto il sindaco Piero Capizzi e l’assessore alle Attività Sociali Toti Zuccaro.
 Monreale fa parte del Distretto socio-sanitario 42 composto anche dai comuni di: Piana degli Albanesi, Altofonte, Belmonte Mezzagno, Santa Cristina Gela, Villabate, Ustica, Lampedusa e Linosa. I beneficiari sono 328. A questi cittadini viene erogato un buono di 917 euro.
Si tratta di fondi regionali della legge 328 del piano di zona. 
Il contributo può essere ritirato nello sportello della tesoreria comunale del Banco di Sicilia.
(fonte:http://www.monrealeinforma.it/)
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7 dicembre 2016

Elenco istanze S.I.A.

Elenco istanze S.I.A.

(data pubblicazione 02 Dicembre 2016




Con D.D. n. 1712 del 01/12/2016, sono stati pubblicati gli elenchi delle istanze S.I.A. - Respinte SGAte e elenco Istanze SIA - Rigettate INPS. Gli elenchi nel formato integrale, saranno visionabili presso le Sedi Circoscrizionali ove le istanze sono state presentate.

***ELENCO ISTANZE RESPINTE

***ELENCO ISTANZE RIGETTATE INPS

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25 novembre 2016

Rottamazione cartelle Equitalia: le regole definitive

Rottamazione cartelle Equitalia: le regole definitive


Parte in maniera operativa la rottamazione delle cartelle Equitalia


Ecco le regole definitive per la rottamazione delle cartelle Equitalia e delle altre ingiunzioni di pagamento previste da comuni e enti che non si rivolgono all’ente nazionale.

  • Le cartelle rottamabili son quelle immesse a ruolo dal 2000 al 2016;
  • La rottamazione non riguarderà solo i ruoli Equitalia ma anche le ingiunzioni di pagamento dei 4.500 comuni e gli altri enti locali che non operano attraverso l’ente di riscossione nazionale (ma tali enti dovranno “decidere” di partecipare alla procedura);
  • Le istanze potranno essere presentate entro il 31 marzo 2017;
  • La risposta di Equitalia dovrà arrivare entro il 31 maggio 2017;
  • Le rate in cui può essere suddiviso il pagamento saranno 5, ma:
    • Il 70% delle somme dovute dovrà essere versato nel 2017 (con scadenza delle rate a fissata nei mesi di luglio, settembre e novembre)
    • il restante 30% nel 2018 (con scadenza nei mesi di aprile e settembre).
 Per presentare domanda per la rottamazione dei ruoli di Equitalia il contribuente potrà rivolgersi:

  • presso gli Sportelli dell’Agente della riscossione utilizzando il modulo DA1;
  • alla casella e-mail/PEC della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento, inviando il modulo DA1, debitamente compilato in ogni sua parte, unitamente alla copia del documento di identità. L’accettazione della richiesta e l’ammontare complessivo delle somme dovute sarà comunicato da Equitalia al contribuente a partire dal 24 aprile 2017. Sarà cura di Equitalia inviare anche i bollettini relativi al pagamento.
  • ***MODULO ISTANZA ROTTAMAZIONE.....
  • (fonte http://www.laleggepertutti.it/)
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Nuova legge sui prelievi bancari: massimo 1000 euro al giorno o 5.000 euro mensili

La legge di Stabilità 2016, riallacciandosi alla normativa antiriciclaggio, ha innalzato da 1.000 a 3mila euro la soglia massima per effettuare, tra soggetti diversi, il trasferimento di denaro contante, libretti e titoli al portatore
PER QUALI TIPOLOGIE DI PAGAMENTI IN CONTANTI SI PUO’ SUPERARE LA SOGLIA DEI 3.000 EURO?
In base alla normativa risultano invece ammessi, anche se superiori al limite previsto (3mila euro), rispettivamente:
1) i prelievi o i versamenti in contanti effettuati presso gli sportelli bancari o postali che hanno importo superiore al limite sancito in quanto operazioni non comportanti il trasferimento di denaro tra soggetti diversi, essendo bensì effettuate verso un intermediario terzo abilitato;
2) i pagamenti rateali, anche se di importo complessivo superiore al limite massimo, quando la rateizzazione è il risultato di un accordo preventivo tra le parti, formalizzato in un adeguato documento o direttamente in fattura;
3) il pagamento dell’acconto o della caparra in contanti sino al limite previsto, e del saldo usufruendo di strumenti di pagamento tracciabili.
VERSAMENTI IN BANCA O ALLE POSTE: SI PUO’ SUPERARE LA SOGLIA DEI 3.000 EURO?
Per i versamenti effettuati in banca o alle poste per importi che superano l’attuale soglia di utilizzo del denaro contante, in sostanza da 3mila euro in su, non intervengono impedimenti, in quanto nemmeno al soggetto dipendente dell’istituto bancario o delle poste non viene rimessa alcuna facoltà di potervisi opporre.
In sostanza, quindi, l’ipotetica richiesta di chiarimento circa l’utilizzo del denaro contante avanzata dal dipendente di banca non verrebbe mai a costituire un intoppo all’operazione di versamento.
PRELIEVI IN BANCA O ALLE POSTE: SI PUO’ SUPERARE LA SOGLIA DEI 3.000 EURO?
Nessun impedimento anche per i prelievi che superano detta soglia. In questo caso, però, il soggetto addetto allo sportello può richiedere al cliente di motivare l’utilizzo del contante anche se, tuttavia, esclusivamente a fini preventivi circa eventuali operazioni di riciclaggio di denaro sporco, non implicando in alcun modo ipotetiche comunicazioni di natura fiscale.
Suddetta operazione, infatti, verrà appositamente resa nota ai vertici dell’istituto bancario, chiamati a decidere se trasmettere o meno la comunicazione all’Unione Informazione Finanziaria (UIF ), la quale rappresenta un’autorità di tipo amministrativo, non giudiziario, finalizzata a predisporre i relativi controlli.
Successivamente a detta segnalazione, verrebbe inoltrato l’avviso alla Procura della Repubblica soltanto se dovessero sussistere elementi tali da far sorgere significativi sospetti circa la realizzazione del reato di riciclaggio.
COSA RISCHIA CHI NON RISPETTA LA SOGLIA DEL PAGAMENTO IN CONTANTE?
Per le violazioni dell’obbligo relativo al pagamento in contante al di sopra delle soglie vigenti consentite è prevista una specifica sanzione amministrativa che può andare dall’1% al 40% dell’importo trasferito.
La sanzione comunque non può mai essere inferiore a 3mila euro; mentre per le violazioni del suddetto obbligo che superano importi pari a 50mila euro, la sanzione minima prevista viene incrementata di cinque volte.
Inoltre, in base alla normativa, il professionista che viene a conoscenza della commessa violazione, è tenuto a inoltrarne comunicazione alle autorità preposte, pena l’applicazione, in suo capo, di una sanzione pecuniaria che va dal 3% al 30% dell’importo dell’operazione, prevedendo sempre un minimo di 3mila euro.
Anche il bonifico a favore di un parente, se non è giustificato agli occhi dell’Agenzia delle Entrate, fa scattare la presunzione di evasione fiscale: legittimo allora il sequestro dei soldi depositati.
Attenti a motivare ogni singolo trasferimento di denaro dal vostro conto corrente personale, anche in favore di familiari e parenti: bonifici movimentazioni bancarie sospette potrebbero infatti far scattare la presunzione che si tratti di operazioni volte a sottrarre il denaro al fisco. Insomma, la cara e vecchia evasione fiscale. Legittimo, allora, in questo caso, il sequestro del conto e, quindi, il blocco di ogni operazione. Ecco allora la necessità che ogni contribuente, nel momento in cui trasferisce a un altro soggetto i propri averi, lo faccia in base a una valida causale e/o, prima di qualsiasi bonifico (specie se di rilevante importo) si tuteli con la relativa documentazione fiscale o con una scrittura di “data certa”, che motivi le ragioni del passaggio del denaro da un conto a un altro.
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15 novembre 2016

Bonus 500 euro: come e a chi richiedere codice SPID per registrazione piattaforma Ministero

La comunicazione ufficiale del Miur
 “Bonus 500 euro, : si potranno spendere a partire dall’attivazione della Card”, per la cui attivazione è necessario richiedere il codice SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale).
Il codice SPID permetterà ai docenti di ottenere un’identità digitale, necessaria per la registrazione online nella piattaforma del Ministero tramite la quale si potrà utilizzare la “Carta del Docente” contenente i 500 euro per l’auto formazione.
COME E A CHI SI PUÒ’ RICHIEDERE IL CODICE SPID
Per richiedere il codice bisogna sono necessari: un indirizzo e-mail, il numero di telefono del cellulare che si usa normalmente, un documento di identità valido (carta di identità o passaporto), la tessera sanitaria con il codice fiscale.
Si evidenzia che il gestore del servizio, a cui ci si rivolge, potrebbe richiedere di fotografare  e allegare il documento di identità e la tessera sanitaria nel format di registrazione.
Il soggetto, al quale rivolgersi per ottenere il codice, si può scegliere tra: InfoCertPoste ItalianeSielte o TIM
Diverse, a seconda del soggetto scelto, sono le modalità di richiesta del codice SPID.
Se si sceglie InfoCert, il rilascio del codice SPID è a pagamento (euro 19.90); la richiesta può avvenire tramite webcam e con l’ausilio di un operatore, che guiderà alla registrazione, o di persona recandosi all’ufficio più vicino per concludere la registrazione e ottenere le credenziali.
Poste Italiane- 
Il rilascio del codice da parte di Poste Italiane è gratuito (a meno che si richieda il servizio a domicilio) e può avvenire tramite due diverse modalità: online o in presenza.
La prima modalità può essere scelta da chi è cliente online Bancoposta, che può utilizzare il cellulare certificato o il lettore di carte Postamat per ottenere online l’identità SPID.
Il rilascio del codice in presenza prevede prima una registrazione sul sito di Poste Italiane; poi ci si deve far identificare e certificare con il proprio cellulare presso un qualsiasi ufficio postale.
Qualora nel corso della registrazione si richieda il servizio a domicilio effettuato dai portalettere, il servizio avrà un costo di euro 14,50. Il  portalettere raggiungerà il domicilio indicato entro 5 giorni lavorativi successivi alla registrazione sul sito.
Scegliendo SIELTE, il rilascio del codice SPID è gratuito e può avvenire tramite due diverse modalità: online o in presenza.
Per la richiesta e il rilascio online del codice è necessario disporre di una webcam; saranno gli operatori a fornire le informazioni necessarie.
Se si sceglie la modalità in presenza, ci si deve recare all’ufficio più vicino per concludere la registrazione e ottenere le credenziali.
Scegliendo TIM, si potrà ottenere il codice tramite due diverse modalità: online o call center. In entrambi i casi il servizio è gratuito.
Nel caso si scelga la modalità online, è possibile utilizzare la firma qualificata o digitale, la carta nazionale dei servizi (CNS) o la carta di identità elettronica preventivamente abilitate per fare la richiesta. Presto saranno disponibili altre modalità.
Se si sceglie di richiedere il codice tramite call center, bisogna telefonare al numero 800.405.800 – dal Lunedì al Venerdì dalle 9:00 alle 18.30 e seguire le istruzioni degli operatori.

*******************DOMANDE IN TEMA PREVIDENZIALE******************

*************DOMANDE IN TEMA ASSISTENZIALE***************

***************DOMANDE IN TEMA FISCALE*****************

****************DOMANDE IN TEMA GIURIDICO********************

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