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2 luglio 2018

Dal 1° luglio Bonus Acqua terza agevolazione in fatto di consumi “energetici”....

Si informa che a partire dal 1 luglio 2018 gli utenti del servizio idrico, in condizione di disagio economico, possono presentare domanda di bonus sociale.  

Chi ha i requisiti per richiedere il bonus elettrico e/o gas potrà richiedere anche il bonus per la fornitura idrica che consiste in uno sconto sulla tariffa relativa al servizio di acquedotto per gli utenti domestici residenti in condizione di disagio economico.
Dal 1° luglio è scattata la possibilità di presentare la richiesta per il bonus sociale idrico, meglio noto come Bonus Acqua, terza agevolazione in fatto di consumi “energetici” che coesiste col già consolidato duetto dei Bonus Luce-Gas.
Isee (Indicatore di situazione economica equivalente) presenterà un valore massimo non oltre gli 8.107,50 euro, limite che sale invece a 20.000 euro se si hanno più di 3 figli fiscalmente a carico; sono quindi - in buona sostanza - le stesse condizioni già previste per usufruire dei bonus luce e gas. I beneficiari si distinguono inoltre fra diretti e indiretti. I primi sono gli utenti già “direttamente” titolari di una fornitura per il servizio di acquedotto ad uso domestico residente; gli altri, invece, sono quei dichiaranti che fanno parte di nuclei a cui non è intestata un’utenza idrica specifica, ma che usufruiscono di un servizio attivato su scala condominiale (quindi, in altri termini, non un’utenza attivata ad hoc per un titolare membro del nucleo, ma un’utenza appartenente al condominio dove quel nucleo è residente).
Verrà erogato direttamente in bolletta per chi ha un contratto diretto, mentre l'utente indiretto, cioè la famiglia che vive in un condominio e non ha un contratto proprio di fornitura idrica, riceverà il Bonus sociale in un'unica soluzione dal gestore del servizio idrico con le modalità individuate da quest'ultimo (ad esempio su conto corrente o con assegno circolare non trasferibile)”
A parte l’attestazione Isee in corso di validità, il regolamento prevede che il dichiarante consegni un documento di identità, un'attestazione che contenga i dati di tutti i componenti del nucleo (nome, cognome e codice fiscale) e in più, se l'ISEE dovesse essere superiore a 8.107,5 euro (in ogni caso entro i 20.000), un'eventuale attestazione per il riconoscimento di famiglia numerosa (almeno 4 figli a carico).
Nel caso in cui la richiesta fosse avanzata per un’utenza diretta, per identificarla servirebbero il codice della fornitura (indicato in bolletta) e il nominativo del gestore idrico (in pratica la società che emette fattura). Nel caso invece delle utenze indirette (forniture condominiali) le informazioni del codice e del gestore non sarebbero obbligatorie, ma è comunque consigliabile averle a disposizione al momento della domanda (sono dati facilmente ottenibili dall’amministratore). È importante specificare, infine, che sebbene la possibilità di consegnare la domanda sia operativa dal 1° luglio, l’istanza vera e propria consente comunque al richiedente di vedersi riconosciuto il bonus retroattivamente a decorrere dal 1° gennaio.


****modulo di richiesta

***bando

fonte: Caf Acli-Comune di Palermo-

12 gennaio 2018

Bonus a sostegno della maternità e delle famiglie 2018

Anche per il 2018 (oltre ai bonus casa) sono previsti vari bonus a sostegno della maternità e delle famiglie, in particolare a quelle in condizioni economiche precarie, e detrazioni fiscali. 
Tra conferme e ritocchi, arrivano alcune new entry: 
il reddito di inclusione, le detrazioni per gli abbonamenti ai trasporti pubblici e gli sconti sulle bollette dell’acqua. 
Sul portale dell’Inps (www.inps.it) si trovano informazione dettagliate e istruzioni per le domande e l’erogazione dei contributi di competenza dell’istituto di previdenza, quasi tutti. A disposizione, per chiarimenti e inoltro delle richieste, il contact center (803.164 gratuito da rete fissa; oppure 06.164.164 da rete mobile, a pagamento, in base alla tariffa applicata dai singoli gestori telefonici) e gli sportelli degli uffici territoriali tradizionali, oppure presso patronati e caf che offrono consulenza e assistenza.
Meglio informarsi bene, prima di presentare più istanze, e fare qualche conto. Alcuni aiuti sono cumulabili, altri no.

Bonus mamma domani

E’ il contributo una tantum dato alle donne in gravidanza, all’ottavo mese di gestazione, indipendentemente dal reddito. L’importo è di 800 euro. E’ riconosciuto anche alle mamme che adottano o hanno in affidamento un bimbo.

Bonus bebè

Il bonus bebè è stato confermato, ma con un taglio netto sulla durata. Verrà erogato per il primo anno di vita (e non più per i primi tre anni) di un bimbo nato, adottato o avuto in affidamento a partire dal primo gennaio 2018. Resta il limite di reddito, cui sono vincolate le somme prefissate: assegno da 80 euro al mese per 12 mesi per le famiglie con l’Isee fra i 7.000 euro e i 25.000 euro annui; assegno da 160 euro al mese per 12 mesi per chi ha l‘Isee sotto i 7.000 euro l’anno. Per i piccoli venuti alla luce o arrivati in famiglia entro 31 dicembre 2017, garantiscono dall’Inps, il contributo sarà mantenuto per i primi tre anni di vita.

Bonus nido

Il bonus asilo nido è un contributo economico destinato alle famigli con figli piccoli, indipendentemente dal reddito Isee. Si tratta di mille euro all’anno, spalmati su 11 mesi ed erogati al massimo per tre anni. Questa misura di sostegno è estesa anche ai bimbi che hanno malattie croniche gravi e ricevono cure e sostegno a domicilio. Il budget a disposizione, però, non è senza limiti. Meglio presentare le richieste il prima possibile.

Contributo nido e baby sitting

Per le mamme lavoratrici che rinunciano al congedo parentale facoltativo, rientrando prima in servizio, ci sono contributi per pagare le rette del nido o le baby sitter. L'importo massimo è di 600 euro mensili per sei mesi per le dipendenti e le iscritte alla gestione separata, ridotti in caso di part time, dimezzati nella durata per le lavoratrici autonome e le imprenditrici. Anche per queste erogazioni i fondi sono prefissati, ad esaurimento.

Reddito di inclusione

Una delle importanti novità del 2018 è il Reddito di inclusione, per il quale è stato possibile presentare domanda già dal primo dicembre 2017. Chi ne ha diritto? Spetta alle famiglie in estrema difficoltà economica, da documentare con l’Isee, e in particolare a quelle con figli minori, donne incinte, disabili, ultra 55enni disoccupati. Per averlo, un nucleo familiare deve avere contemporaneamente un Isee sotto i 6.000 eurio, l’indicatore Irse non superiore a 3.000 euro, un patrimonio immobiliare (diverso dalla casa di abitazione) fino a a 20.000 euro e depositi e conti correnti con un saldo inferiore a 10.000 euro (ridotto a 8 mila euro per la coppia e a 6 mila euro per la persona sola). Le domande, diversamente che per molti altri bonus, non vanno presentate all’Inps ma ai comuni di residenza. L’importo assegnato vari da 187,50 a 485,41 al mese, in base al numero dei componenti della famiglia.

Assegni familiari

L’annunciata rivoluzione, rammentano dall’Inps, non c’è stata. Tutto resta come prima. L’assegno al nucleo familiare è un sostegno economico erogato dall'Istituto di previdenza per le famiglie dei lavoratori dipendenti, dei titolari delle pensioni e delle prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente e dei lavoratori assistiti dall’assicurazione contro la tubercolosi. Gli importi si calcolano in base alle tabelle messe a punto l’anno scorso dall’Istituto di previdenza. Fino al recente passato, per la legge italiana le uniche famiglie riconosciute cui potevano essere pagati gli assegni familiari erano quelle composte da madre, padre ed eventuali figli o i nuclei monogenitoriali. Dopo la Legge Cirinnà sono state introdotte importanti novità che riguardano gli assegni per le convivenze di fatto e le unioni civili fra persone dello stesso sesso.

Bonus neo papà

Le agevolazioni previste per i neo papà in altri Stati europei sono lontane anni luce. Ma qualcosa si è mosso. Sono stati portati a 5 – 4 obbligatori più 1 facoltativo, tiene a precisare l’Inps – i giorni di congedo retribuito concessi per la nascita di un figlio. Per ora sono coinvolti i lavorati dei settori privati. Per l’estensione ai dipendenti pubblici, ove non sia già prevista dai contratti di lavoro, si attendono disposizioni ad hoc.

Bonus neo diciottenni

Anche il bonus cultura per ragazzi e ragazze che compiono 18 anni – 500 euro da spendere in beni e attività culturali – è stato prorogato per il 2018 e ampliato rispetto alle tornate precedenti,aumentando le voci rimborsabili ammmesse. Info e registrazioni in www.18app.italia.it

Detrazioni bus e metrò

Un’altra novità di quest’anno è la possibilità di portare in detrazione, nella dichiarazione dei redditi, una quota della spesa sostenuta per acquistare abbonamenti a bus, metro treni, direttamente e per familiari: lo sconto fiscale è del 19 per cento, il limite di spesa scalabile di 250 euro. I datori di lavoro potranno portare in deduzione totale le spese sostenute per il rimborso dei titoli di viaggio dei propri lavoratori dipendenti.

Detrazioni affitto studenti fuorisede

E’ stata confermata, e con modifiche positive, la possibilità di detrarre parte delle spese d’affitto sostenute per i figli che studiano in università lontane da casa. La detrazione resta pari al 19 per cento e per una cifra massima di 2.633 a famiglia, con un tetto di sconto di 500 euro nella ipotesi più alta. La condizione è che la distanza tra luogo di residenza e ateneo sia di almeno 100 chilometri. La novità è che, nel caso in cui lo studente viva in una zona montana e disagiata, la detrazione potrà essere applicata anche per distanze di almeno 50 chilometri.

Fondo sostegno natalità

Rimane attivo il fondo creato per consentire l’accesso al credito a famiglie con un nuovo nato o un bimbo appena adottato. Attenzione a non fare confusione. Lo Stato non erogherà direttamente i soldi, ma farà da garante per i genitori che hanno bisogno di ottenere un prestito da banche e intermediari finanziarie. L’importo massimo previsto è di 10.000 euro, da restituire in 7 anni

Bonus gas, luce e acqua

Le famiglie numerose e a basso reddito potevano e possono già avere sconti sulle bollette dalla luce e del gas. Da quest’anno le riduzioni si applicano anche alle fatture dell’acqua.

17 gennaio 2017

Ecco un elenco degli aiuti alla famiglia disponibili per il 2017.

Ecco un elenco degli aiuti alla famiglia disponibili per il 2017.
1) Mamma Domani:

È un assegno di 800 euro una tantum destinato soprattutto a coprire parte degli esami diagnostici e delle prime spese per il bambino, subito dopo la nascita. Potrà essere richiesto, senza alcuna limitazione di reddito, già a partire dal settimo mese di gravidanza. E sarà l’INPS, dopo l’imminente decreto attuativo, ad occuparsi di comunicare le modalità operative e di erogare le prestazione.-
A partire dal 2017, quindi, le future mamme al compimento del settimo mese di gravidanza, se vorranno richiedere il bonus, dovranno presentare l'apposita domanda all'INPS, per via telematica. 
2) Buono Nido:

Si tratta di un contributo per il pagamento delle rette dei nidi pubblici e privati fino ad un massimo di 1.000 euro annui (erogati in 11 mensilità) che, sarà versato dall’INPS. Questa misura riguarda tutte le famiglie senza alcuna limitazione di reddito e si riferisce all’intera durata massima di tre anni di frequenza del nido, sia pubblico che privato. Possono beneficiare del contributo i nati dal primo gennaio 2016. L’aiuto sarà destinato anche alle famiglie con bambini meno di tre anni che, a causa di gravi patologie croniche, sono impossibilitati a frequentare un nido. Unico vincolo: il bambino deve rimanere iscritto al nido tutto l’anno, pena una riduzione del bonus. Il contributo economico viene riconosciuto alla madre lavoratrice, anche autonoma, in sostituzione anche parziale del congedo parentale. Occorre ricordare che qualora si fruisca del voucher, non sarà possibile usufruire anche della detrazione fiscale prevista per le spese documentate di iscrizione in asili nido sostenute dai genitori pari al 19% sul totale spese annue documentate, sostenute fino ad un massimo di 632 euro.-
3) Bonus Bebè:

Confermato in maniera definitiva il Bonus Bebè già esistente. L’assegno mensile do 80 euro versato per un triennio alle famiglie con un ISEE inferiore ai 25.000 euro viene raddoppiato al di sotto della soglia di 7.000 euro .-4) Voucher baby-sitter:

La manovra ha aumentato le risorse da 20 a 40 milioni di euro l’anno per le lavoratrici dipendenti e da 2 a 10 milioni per le lavoratrici autonome. Rispetto agli anni passati, inoltre, il potenziamento è stato stabilito per un biennio, anziché per un solo anno.-
5) Fondo Credito Nuovi Nati:

Ultima novità prevista dalla legge di Stabilità è l’istituzione, presso la presidenza del Consiglio dei ministri, di un Fondo di sostegno alla natalità, dotato di 14 milioni di euro per il 2017, che nel 2018 diventeranno 24 milioni. Si tratta di un fondo rotativo diretto a favorire l’accesso al credito delle famiglie con uno o più figli, nati o adottati, a decorrere dal 1° gennaio 2017, mediante il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari.-
6) Nuovo congedo parentale:

È stato esteso dal Jobs Act il congedo parentale retribuito al 30%, dai tre ai sei anni del figlio (otto per le famiglie a basso reddito) e non retribuito dagli attuali otto anni del figlio a 12 anni. Si può chiedere anche a ore.-
7) Congedo paternità:

È stato prorogato anche nel 2017 il congedo obbligatorio di due giorni per i papà. Da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio. Il congedo papà è un congedo di astensione dal lavoro che spetta ai lavoratori dipendenti in occasione della nascita del figlio o a genitori affidatari o adottivi entro e non oltre il 5° mese di vita del bambino.-
8) Assegno di maternità 2017 dello Stato:

Per madri naturali o adottive ma anche padri che però siano lavoratori anche precari.
Requisito fondamentale: essere residenti in Italia ed essere cittadini italiani, comunitari o extracomunitari.
Inoltre i requisiti che la madre deve possedere per aver diritto all'assegno sono:

  • è una lavoratrice che ha diritto all’indennità di maternità (o ad altro trattamento economico per maternità) e che ha tre mesi di contribuzione per maternità nel periodo compreso tra i 18 ed i 9 mesi precedenti la data del parto (o l’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato);
  • è una lavoratrice che è stata licenziata (o che ha presentato le dimissioni) e che ha tre mesi di contribuzione per maternità nel periodo compreso tra i 18 ed i 9 mesi precedenti la data del parto (o l’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato);
  • è una lavoratrice disoccupata che ha fruito in passato di determinate prestazioni economiche (mobilità – disoccupazione ordinaria o con requisiti ridotti – CIGO o CIGS – malattia – maternità – ASU o LPU) a condizione che tra l’ultimo giorno della prestazione economica fruita e la data del parto (o ingresso in famiglia) non sia trascorso un periodo superiore a quello di godimento della prestazione stessa; in ogni caso, il periodo tra l’ultimo giorno di godimento della prestazione e la data del parto non può essere superiore a 9 mesi.-
9) Assegno di maternità 2017 dei Comuni:

È un contributo indirizzato alle madri disoccupate e casalinghe. La richiesta va presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bimbo e dalla sua entrata in famiglia se adottato o preso in affido. Il beneficio è riconosciuto anche alle mamme extracomunitarie che, entro sei mesi dalla nascita del bambino, presentano la documentazione per la richiesta + permesso soggiorno.
A chi è rivolto. L'assegno a carico del Comune è riservato alle mamme disoccupate e casalinghe che non lavorano o che non possono far valere almeno 3 mesi di contributi negli ultimi 18 mesi, che hanno partorito, adottato o ricevuto in affidamento preadottivo un bambino. 
L'importo dell'assegno viene rivalutato dal Comune ogni anno in base all'adeguamento ISTAT. 


(fonte: http://www.informazionipertutti.it/)

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1 gennaio 2017

Bonus una tantum di 800 euro per i nati dal 1° gennaio 2017

Arriva un bonus una tantum di 800 euro per i nati dal 1° gennaio 2017.

Congedo obbligatorio più lungo per i lavoratori padri dipendenti, premio alla nascita di 800 euro, buono per il nido pari a mille euro l'anno, rifinanziamento del voucher per i servizi di baby sitting. Sono queste le misure principali a sostegno della condivisione della responsabilità genitoriale e per incentivare la natalità contenute all'interno della Legge di Bilancio in vigore dal 1° gennaio 2017.
Per i padri lavoratori dipendenti la manovra reca, in particolare, la proroga agli anni 2017 e 2018 del congedo obbligatorio di due giorni da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio. I giorni di congedo obbligatorio raddoppiano nel 2018 passando da due a quattro, fruibili anche in modo non continuativo.

Alla misura di sostegno alla genitorialità è abbinata anche la proroga nel 2017 e nel 2018 delle norme già stabilite, in via sperimentale, per gli anni 2013-2016, relative alla possibilità, per la madre lavoratrice dipendente o titolare di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, di richiedere, in sostituzione, anche parziale, del congedo parentale, un voucher da impiegare per il servizio di baby-sitting o per i servizi per l'infanziaL'estensione del voucher riguarderà anche le lavoratrici autonome che, come noto, solo da quest'anno hanno goduto del beneficio. 
Premio alla nascita 
Oltre a queste misure la legge di bilancio reca l'introduzione, a partire dal 1° gennaio 2017, di un p
remio una tantum pari a 800 euro alla nascita o all'adozione del bambino, senza soglie di reddito, al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto di adozione. La corresponsione del premio sarà demandata all’ INPS, su domanda della futura madre e non concorrerà alla formazione del reddito ai fini Irpef.
(per i dettagli del bonus A QUESTO LINK: BONUS NUOVE MAMME 2017)
Buono Nido di mille euro 
Altra misura confermata nella Bilancio dal 1° gennaio 2017 la legge di Bilancio riserva ai genitori un buono di mille euro su base annua, parametrato su undici mensilità, per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati per i bimbi nati dal 2016 in poi. Il buono, che potrà essere percepito per un massimo di un triennio visto che si riferisce alla platea dei bimbi tra gli 0 e 3 anni, sarà corrisposto dall'INPS al genitore richiedente, previa presentazione di idonea documentazione attestante l'iscrizione a strutture pubbliche o private. Per i bimbi che non possono frequentare l'asilo si prevede comunque l'introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche. Confermata la non cumulabilità del buono nido con il voucher per i servizi di baby-sitting, misura anch'essa prorogata per il prossimo anno dopo l'esaurimento dei fondi nel 2016, nè con la detrazione fiscale del 19% sul totale delle spese annue documentate di iscrizione in asili nido sostenute dai genitori fino ad un massimo di 632 euro (con una detrazione massima pari a 120 euro per ciascuna dichiarazione dei redditi nel triennio di usufruibilità del beneficio) come prevista inizialmente dall’art. 1, co. 335 della legge finanziaria 2006, successivamente prorogata con riferimento ai successivi periodi di imposta. 
Ripristino del «Fondo di sostegno alla natalità» volto a favorire l'accesso al credito delle famiglie con uno o più figli, nati o adottati, dal 1° gennaio 2017 mediante il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari.
(fonte: http://www.pensionioggi.it/)
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9 dicembre 2016

Incentivi 2016: agevolazioni e bonus per gli individui e le famiglie

Per il 2016 sono usufruibili quasi tutte le agevolazioni del 2015. Ci sono alcune novità, soprattutto introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge 208/2015) che è intervenuta rifinanziando alcune iniziative e aggiungendo o modificandone altre.
Tra le novità assolute l'istituzione della CARTA FAMIGLIA per famiglie con almeno tre figli a carico a basso reddito, per godere di sconti su acquisti di beni e servizi e riduzioni tariffarie su servizi pubblici. Va ad affiancarsi alle carte acquisti ma per la sua effettiva fruizione occorre aspettare un decreto ministeriale.

Indice scheda:

***CARTA ACQUISTI ORDINARIA
***CARTA ACQUISTI SPERIMENTALE
***CARTA FAMIGLIA
***CARTA CULTURA
***BONUS BEBè
***BONUS RENZI 80€
***FONDO PER CONIUGE DISAGIATO
***FONDO AFFITTO
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16 maggio 2016

Bonus INPS 2016, Come Richiedere l’Assegno da 500 Euro a Famiglia Entro Fine Maggio

Se volete beneficiare dei Bonus Inps da 500 euro per le famiglie, dovete seguire la procedura indicata dagli uffici del vostro comune di residenza.
Il Bonus Famiglie 2016, è rivolto alle famiglie italiane numerose e sarà messo in pagamento a partire dal prossimo luglio. Per famiglie numerose si intendono quelle con almeno quattro figli. Il contributo è devoluto al fine del mantenimento delle famiglie numerose, i cui figli devono essere tutti di età non superiore ai 18 anni, ed è utilizzabile per le spese di beni e servizi.
E’ possibile richiedere il bonus entro il 31 maggio 2016. Infatti per permettere la corresponsione del beneficio in esame gli uffici amministrativi comunali competenti dovranno inserire con sollecitudine e comunque entro e non oltre il 31 maggio 2016 nella procedura prestazioni sociali, qualora non l’avessero già fatto, le richieste di pagamento relative alle domande, già presentate nei termini, di assegno con tre figli minori per l’anno 2015.
Il Bonus Inps 2016 andrà a quei nuclei familiari con 4 o più figli, che lo hanno percepito nel 2015 avendo tre figli minori e il modello ISEE che non supera gli 8.500 euro.
Nel caso in cui, la presenza di quattro figli minori nel nucleo familiare, si riferisce solo a parte del 2015, il bonus verrà calcolato solo per il periodo nel quale il requisito richiesto risulti soddisfatto, considerando, la parte di frazione mensile comunque per come intera.
Il 29 aprile l’INPS ha emanato una nuova circolare relativa al Bonus Famiglia, un nuovo incentivo per le famiglie che gravano in condizioni di disagio.
La circolare n° 70 spiega che ai fini del riconoscimento del beneficio non è prevista un’apposita domanda dell’interessato, essendo sufficiente la domanda già presentata per la concessione dell’assegno per i tre figli minori relativo all’annualità 2015.
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(FONTE: http://www.worky.biz/)
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22 marzo 2016

Assegno di maternità ed Assegno per nucleo familiare con tre figlio minori - Anno 2016

Assegno per nucleo familiare con tre figlio minori - Anno 2016

La prestazione economica, prevista per l'assegno nucleo familiare è rivolta a tutti i cittadini italiani e dell'Unione Europea, comunitari o stranieri cittadini di paesi terzi titolari dello status di rifugiati politici, di protezione sussidiaria, apolidi o cittadino extracomunitario titolare di permessodi soggiorno di lungo periodo CE regolamentato dall'art. 1 della Legge 883/2004 o cittadini lavoratori algerini, marocchini, tunisini, turchi ( e ciò in forza degli Accordi Euro Mediterranei) o permessso unico di lavoro, ad eccezione delle categorie espressamente escluse dal D.lgs. 40/2014, residenti nel Comune di Palermo,con almeno tre figli minori presenti nella famiglia anagrafica sui quali si esercita la potestà genitoriale e con un indicatore I.S.E.E. (indicatore della situazione economica) inferiore alla soglia euro 8.555,99 con cinque componenti il nucleo familiare corrispondente ad una scala di equivalenza di 2.85 punti; a diversa composizione del nucleo familiare corrisponde una riparametrazione dei valori I.S.E.E. per l'accesso al beneficio.

Le domande, per l'anno 2016, devono essere corredate dal nuovo modello I.S.E.E.( Indicatore della Situazione Economica Equivalente) presso le Circoscrizioni Comunali di appartenenza entro e non oltre il 31/01/2017

Assegno di maternità - Anno 2016

La domanda di concessione dell'assegno di maternità deve essere presentata dai soggetti aventi diritto e possono essere inoltrate presso le Circoscrizioni Comunali di appartenenza nel termine perentorio di sei mesi dalla data di nascita del figlio o dalla data di ingresso nella famiglia,in caso di affidamento preadottivo o di adozione.


****ISTANZA ASS.MATERNITA'

***ISTANZA ASS.3 FIGLI

10 giugno 2015

Buono socio sanitario anno 2011

Buono socio sanitario anno 2011

(data pubblicazione 09-GIU-15)







Presso le sedi circoscrizionali, sono consultabili gli elenchi dei beneficiari che non hanno ancora ritirato il buono socio sanitario 2011.

Pertanto, dopo aver verificato l'esistenza del proprio nominativo negli elenchi sopra citati, gli stessi sono invitati a recarsi presso la tesoreria comunale di Palermo - Banca Nazionale del Lavoro, per il ritiro del contributo.


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