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4 maggio 2026

Agevolazioni della 104: sgravi fiscali ed agevolazioni per le disabilità

 

Legge 104 e agevolazioni per le disabilità: quali sono e come richiederle

La Legge 104 permette di accedere a numerose agevolazioni per alleggerire il carico economico e gestionale di chi vive o assiste situazioni di disabilità:

Permessi e congedi lavorativi retribuiti

Tra i vantaggi della legge 104, il lavoratore disabile o il familiare che assiste una persona con disabilità grave (art. 3, comma 3) può usufruire di:

  • 3 giorni di permesso retribuito al mese, frazionabili in ore;
  • riposi giornalieri di 1 o 2 ore (per chi lavora più di 6 ore al giorno);
  • congedi straordinari retribuiti (fino a un massimo di due anni nell’intera vita lavorativa), in casi particolari.

Agevolazioni fiscali e detrazioni

La Legge 104/92 prevede diverse esenzioni e agevolazioni fiscali per le persone con disabilità e i loro familiari.

Chi ha diritto alla Legge 104 può accedere a:

  • detrazione IRPEF del 19% su spese mediche e assistenziali e per l'acquisto di veicolo adattati (fino a euro 18.075,99);
  • IVA agevolata al 4% per l’acquisto di ausili specifici, come dispositivi medici e strumenti informatici e veicoli.

Agevolazioni della 104: sgravi fiscali per beni e servizi

Riduzioni fiscali applicabili all'acquisto di beni come:

  • autoveicoli adattati al trasporto delle persone disabili;
  • strumenti tecnologici utili per l’autonomia personale.

Esenzione dal bollo auto

Si applica solo per determinate tipologie di disabilità, come gravi limitazioni motorie, cecità, sordità o disabilità mentale certificata con indennità di accompagnamento, ai veicoli intestati a persone con disabilità o ai loro familiari, purché il disabile sia fiscalmente a carico.

Esenzione dall'imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà

Riguarda i veicoli destinati al trasporto o alla guida di persone con disabilità.

Esonero dal canone RAI 

L'esenzione è prevista per i disabili gravi o over 75 con reddito inferiore a 8.000 euro.

Riduzioni o esenzioni sulla TARI (tassa rifiuti)

Non esiste una normativa nazionale, ma diversi Comuni possono prevedere agevolazioni per i titolari di Legge 104 con handicap grave.

È necessario consultare il regolamento comunale.

Esenzione dall'IMU

Applicabile solo se la persona con disabilità risiede in una struttura sanitaria e la sua abitazione principale non è affittata o occupata da terzi. Anche in questo caso, però, possono esserci differenze locali in base alle delibere comunali.

Esenzione dalle tasse scolastiche e universitarie

Gli studenti delle scuole superiori (quarto e quinto anno) e universitari con invalidità superiore al 66% possono beneficiare dell'esonero totale dal pagamento delle tasse di iscrizione e frequenza, spesso legato anche a requisiti economici.

Esenzione dal ticket sanitario

Le persone con invalidità superiore ai due terzi hanno diritto all'esenzione totale per visite specialistiche, esami diagnostici e alcuni farmaci (in base alle disposizioni regionali).

Contributi per l'abbattimento delle barriere architettoniche

Fondi destinati a rendere più accessibili ambienti domestici, scolastici e lavorativi. 

Assistenza continuativa

In caso di grave riduzione dell'autonomia, la legge garantisce:

  • priorità negli interventi sociosanitari;
  • programmi di sostegno per la famiglia.

Legge 104 e permessi

Queste agevolazioni possono essere richieste sia dai disabili stessi sia dai familiari che prestano loro assistenza.

Permessi lavorativi retribuiti

I permessi di lavoro retribuiti sono una delle agevolazioni più importanti della Legge 104 perché permettono ai lavoratori di prendersi cura della persona disabile senza subire una perdita economica.

I beneficiari possono usufruire fino a 3 giorni di permesso retribuito al mese o riposi giornalieri per assistere un familiare disabile grave o per gestire le proprie necessità se la persona che lavora ha delle disabilità. Questi permessi possono essere suddivisi in ore da dedicare a visite mediche, terapie o ad altre necessità pertinenti.

I permessi sono riservati ai:

  • lavoratori disabili stessi;
  • genitori, anche adottivi o affidatari, del disabile;
  • coniugi del disabile;
  • parenti entro il secondo grado, con possibilità di estensione al terzo grado in casi specifici (es. assenza o impossibilità degli altri parenti).

Congedo straordinario retribuito

Fino a due anni complessivi nell'arco della vita lavorativa per assistere un familiare con grave disabilità.

Qual è la procedura per richiedere la 104 e i permessi retribuiti

Per accedere ai benefici della Legge 104/92, occorre il riconoscimento della condizione di disabilità grave e la richiesta dei permessi retribuiti.

Come richiedere la Legge 104 

La procedura per ottenere il riconoscimento della Legge 104 prevede i seguenti passaggi:

  1. 1) certificato medico introduttivo: il primo passo è rivolgersi al proprio medico curante/di fiducia che deve compilare un certificato medico introduttivo online sul portale INPS. Questo certificato attesta la condizione di disabilità o handicap grave e genera un codice univoco;
  2. 2) invio della domanda all'INPS: il richiedente deve accedere al portale INPS (utilizzando SPID, CIE o CNS) e inoltrare la domanda di riconoscimento dell'handicap grave, inserendo il codice fornito dal medico. In alternativa, ci si può rivolgere a un patronato per l'assistenza nella compilazione e invio della domanda;

    1. 3) convocazione per visita medica: l'INPS convoca il richiedente per una visita presso la Commissione Medica Integrata ASL/INPS, che valuta la documentazione sanitaria e lo stato di salute;
    2. 4) esito della visita: la Commissione emette un verbale che certifica il riconoscimento (o meno) dello stato di disabilità grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/92. Questo verbale è indispensabile per accedere ai benefici previsti dalla legge.
    3. Come richiedere i permessi retribuiti

      Una volta ottenuto il verbale che attesta lo stato di disabilità grave, si può procedere con la richiesta dei permessi lavorativi retribuiti.

      • domanda all'INPS: la richiesta dei permessi deve essere inviata per via telematica all'INPS attraverso il portale online INPS (sezione "Servizi per il cittadino"). Alla domanda va allegato il verbale di riconoscimento dell'handicap insieme agli altri documenti richiesti (es. codice fiscale, documento d'identità);
      • comunicazione al datore di lavoro: dopo l'approvazione dell'INPS, è necessario consegnare al datore di lavoro una copia della domanda con il numero di protocollo e il verbale rilasciato dalla Commissione Medica. Il datore non può negare i permessi ma può richiedere una programmazione delle assenze per esigenze organizzative;
      • Fruizione dei permessi: i permessi consistono in 3 giorni retribuiti al mese. I giorni devono essere concordati con il datore di lavoro e comunicati con un preavviso ragionevole.

      Documentazione necessaria

      Per entrambe le procedure (riconoscimento della disabilità e richiesta dei permessi), sono necessari:

      • certificato medico introduttivo rilasciato dal medico curante;
      • verbale rilasciato dalla Commissione Medica ASL/INPS;
      • documento d'identità e codice fiscale del richiedente;
      • eventuali dichiarazioni sostitutive richieste dall’INPS (es. assenza di ricovero a tempo pieno).
    4. FONTE: https://www.pazienti.it/


    FONTE: 

22 aprile 2026

Spese mediche detraibili con il Modello 730/2026

 

Spese mediche detraibili con il Modello 730/2026, la franchigia e quali sono....

Prima di elencare cosa sia detraibile, dobbiamo capire come lo Stato ci restituisce i soldi. La parola chiave è franchigia, una soglia fissata a 129,11 euro.

Medicinali e farmacia: attenzione allo scontrino

Capitolo importante delle spese mediche è legato ai farmaci, dove si commettono molti errori. Non tutto ciò che si compra in farmacia è detraibile, anche se si ha la ricetta del medico.

Cosa mettere nel Modello 730/2026

Si possono detrarre i farmaci veri e propri (anche quelli senza ricetta, i cosiddetti Otc o Sop), i medicinali omeopatici e le preparazioni galeniche (quelle fatte su misura dal farmacista).

La prova regina è lo scontrino parlante: deve essere presente il codice fiscale e la dicitura chiara di farmaco o medicinale.

La trappola degli integratori

Questa è la nota dolente: gli integratori alimentari (vitamine, sali minerali, fermenti lattici) non sono mai detraibili, anche se prescritti per motivi di salute.

Lo stesso vale per i cosmetici e i prodotti per l’igiene. Se nello scontrino compare la dicitura parafarmaco, quel costo non potrà essere inserito tra le spese mediche del vostro 730.

Visite specialistiche e il nodo della tracciabilità

Le visite dal cardiologo, dal dermatologo o dall’oculista sono detraibili al 19%, ma dal 2020 esiste una regola ferrea: la tracciabilità. Ma con una netta distinzione di fondo:

  • se la visita avviene in una struttura pubblica o accreditata Servizio Sanitario Nazionale si può pagare anche in contanti e mantenere il diritto alla detrazione;
  • se la visita avviene in uno studio privato non convenzionato si è obbligati a pagare con bancomat, carta di credito o bonifico.

È importante non limitatarsi a conservare la fattura del medico: si deve pinzare subito sopra la ricevuta del Pos (quella che vi rilascia il macchinario quando strisciate la carta). In caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate vorrà vedere la prova del movimento bancario.

Dispositivi medici: occhiali, materassi e apparecchi

Un capitolo molto ricco del Modello 730/2026 riguarda i dispositivi medici. Qui rientrano oggetti di uso quotidiano che spesso i contribuenti si dimenticano di dichiarare:

  • occhiali da vista e lenti a contatto oltre alle necessarie soluzioni per la pulizia delle lenti (ma non i colliri idratanti, se classificati come parafarmaci);
  • apparecchi per la pressione e termometri, purché abbiano la marcatura CE;
  • materassi ortopedici, ma per detrarli serve che la fattura specifichi che si tratta di un dispositivo medico e spesso è consigliabile avere una prescrizione medica che ne attesti la necessità per problemi posturali o patologie.

Prestazioni sanitarie non mediche

Molti non sanno che si possono scaricare anche le spese per professionisti che non sono medici in senso stretto, ma operatori sanitari abilitati. Parliamo di:

  • fisioterapisti, spesso e volentieri fondamentali per i cicli di riabilitazione;
  • logopedisti, impiegati per le terapie dei bambini;
  • psicologi e psicoterapeuti (la salute mentale è equiparata a quella fisica ai fini fiscali).

Il caso dei familiari incapienti non a carico

Esiste una possibilità poco conosciuta ma molto vantaggiosa nel Modello 730/2026: detrarre le spese per un familiare che non è a carico, ma che soffre di una patologia esente.

Immaginiamo un genitore anziano che ha una sua pensione (quindi non a carico), ma l’assegno previdenziale che riceve è molto basso, tanto da non permettergli di pagare tasse.

Se questo genitore deve sostenere spese mediche importanti per la sua patologia cronica e non ha abbastanza tasse da cui scalare il 19% di detrazione, quella quota che lui perderebbe può usarla un figlio, a patto che sia lui a pagare quelle fatture.

È un modo per non perdere un beneficio fiscale in famiglia quando il malato è incapiente (cioè non ha tasse da pagare). Il limite per questa specifica detrazione è di 6.197,48 euro.

Documentazione: come non farsi annullare il rimborso

L’Agenzia delle Entrate sta diventando sempre più digitale e oggi, utilizzando il Modello 730 Precompilato, è possibile trovare gran parte delle proprie spese sanitarie già caricate nel sistema. Tuttavia, non bisogna abbassare la guardia: è fondamentale controllare con attenzione che tutte le voci siano presenti e, soprattutto, che gli importi siano corretti, poiché piccoli errori o omissioni possono ridurre il rimborso spettante.

In questo processo di verifica, un aspetto critico riguarda la conservazione fisica dei documenti. Gli scontrini parlanti della farmacia sono solitamente stampati su carta termica, un supporto che tende a sbiadire rapidamente fino a diventare illeggibile. Per non correre il rischio di trovarsi a mani vuote durante un controllo fiscale, è consigliabile fotografare o fotocopiare immediatamente ogni scontrino, garantendo così una prova duratura dell’acquisto effettuato.

Il diritto alle agevolazioni rimane valido anche per chi sceglie di curarsi all’estero, a patto di rispettare alcune regole formali. Le spese mediche sostenute fuori dai confini nazionali possono infatti essere detratte esattamente come quelle italiane, ma se la documentazione è redatta in una lingua diversa da quelle principali europee (come inglese, francese, tedesco o spagnolo), sarà indispensabile allegare una traduzione ufficiale per renderla valida ai fini della dichiarazione.

Un capitolo a parte, particolarmente vantaggioso, è quello dedicato alle spese per l’assistenza a persone con disabilità ai sensi della Legge 104. In queste circostanze, il beneficio fiscale è spesso superiore alla classica detrazione del 19%: molte di queste spese sono infatti deducibili, il che significa che vengono sottratte direttamente dal reddito complessivo su cui si calcolano le tasse. Questo meccanismo permette di abbassare l’imponibile in modo più incisivo, garantendo un risparmio economico decisamente più consistente rispetto alle spese sanitarie ordinarie.


FONTE: https://quifinanza.it/

16 aprile 2026

Invalidità civile fino al 67%: cosa spetta e cosa cambia sopra questa percentuale

 

Invalidità civile: cosa significa

Quando viene riconosciuta una invalidità civile, lo Stato certifica una riduzione della capacità lavorativa o delle normali attività quotidiane. Questa riduzione viene espressa in percentuale, ma quella percentuale non è solo un numero: è il criterio che determina i diritti.

E questi diritti crescono gradualmente: più la percentuale aumenta, più aumentano le tutele.

Cosa spetta con una invalidità fino al 67%

Venendo al caso concreto, con una invalidità del 65% ci troviamo già in una fascia (percentuali 0-66%) in cui i diritti sono concreti e utilizzabili nella vita di tutti i giorni.

Diciamo subito che non spetta un sussidio economico, ovvero l’assegno di invalidità che spetta agli invalidi parziali con percentuali dal 74-99% ed è pari a circa 340 nel 2026.

Sul piano sanitario, è possibile però ottenere ausili e protesi legati alla propria condizione, utili per migliorare la qualità della vita.

Sul fronte lavorativo, si può accedere al collocamento mirato, cioè percorsi dedicati per l’inserimento o il reinserimento nel mondo del lavoro.

Se si è lavoratori dipendenti, esiste anche la possibilità di richiedere permessi o congedi per effettuare cure legate alla propria patologia.

Una sintesi delle principali soglie e percentuali di invalidità civile

Per orientarsi meglio, ecco una una tabella di sintesi delle principali soglie e percentuali di invalidità civile che può essere utile avere una visione rapida delle soglie più importanti:

PercentualeCosa spetta (in sintesi)
Fino al 33%Solo riconoscimento, nessun beneficio concreto
Dal 34%Ausili e protesi tramite SSN
Dal 46%Accesso al collocamento mirato
Dal 51%Congedi per cure (lavoratori dipendenti)
Dal 67%Esenzione ticket sanitario e altre agevolazioni
Dal 74%Assegno mensile di invalidità pari a circa 340 euro (con requisiti di reddito) – Invalidi parziali 74-99%
100%Pensione di inabilità
100% con accompagnamentoIndennità di accompagnamento

Invalidità civile, cosa spetta sopra al 67%?

Nel suo caso, c’è un aspetto fondamentale da tenere presente.

Lei è molto vicina a una soglia che cambia davvero le cose: quella del 67%.

Se la percentuale dovesse aumentare anche di poco e arrivare o superare questo livello, si aprono nuovi diritti, soprattutto sul piano sanitario. In particolare, si ha accesso all’esenzione dal ticket per molte prestazioni specialistiche ed esami diagnostici.

Questo significa, in concreto, poter effettuare visite ed esami senza dover sostenere i costi, con un impatto immediato sulla gestione della propria salute.

Con il 65% si ha accesso a strumenti importanti, ma il passaggio al 67% segna un vero cambio di passo, soprattutto per le spese sanitarie.


FONTE: https://www.lavoroediritti.com/

13 aprile 2026

Diminuisce la Tari per famiglie palermitane

 

Diminuisce la Tari per 74mila famiglie palermitane, il Comune annuncia riduzioni e agevolazioni

Arrivano riduzioni e agevolazioni per 74mila famiglie abitanti a Palermo. L’Amministrazione comunale della città annuncia un intervento consistente a favore dei cittadini in occasione dell’emissione degli avvisi di pagamento dell’acconto TARI 2026 che dovrebbero partire a giorni.
“Tra le principali novità – spiega l’assessore comunale con delega al Bilancio, Brigida Alaimo – figura il bonus sociale rifiuti, relativo all’anno 2025, che garantirà una riduzione pari al 25% dell’importo della tassa sui rifiuti per i nuclei familiari in condizioni di disagio economico certificato tramite ISEE che non dovrà essere superiore a 9.530 euro (o 20.000 euro con 4 figli a carico). Una misura regolata da ARERA e significativa perché interesserà circa 68.000 beneficiari, rafforzando il principio di equità fiscale e la tutela delle fasce più fragili”.

“Non è questo l’unico intervento previsto – prosegue l’assessore Alaimo –. L’Amministrazione introduce anche un meccanismo premiale legato ai comportamenti virtuosi. I contribuenti che, nel corso del 2025, hanno conferito i rifiuti in modalità differenziata presso i centri comunali (CCR), con sistema di misurazione individuale, potranno beneficiare di una riduzione fino al 30% della quota variabile della TARI. Una misura che coinvolgerà circa 6.000 cittadini”.

La sostenibilità del sistema

“Si tratta – conclude – di un risultato rilevante che coniuga sostegno economico e incentivazione della raccolta differenziata, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel promuovere politiche fiscali più eque e sostenibili”.

L’impatto sui conti comunali sarà parzialemnte compensato in base alle norme vigenti.

FONTE: https://www.blogsicilia.it/


11 aprile 2026

Monreale, contributi affitto 2026 -

 

Monreale, contributi affitto 2026: fino a 3 mila euro per le famiglie in difficoltà
Con un incremento di 200 euro per ogni figlio successivo al primo, come incentivo alla natalità.L’Istanza di ammissione dovrà essere compilata utilizzando il modello predisposto allegato ( B ), e presentata brevi manu

Il Comune di Monreale attiva un nuovo sostegno economico per le famiglie in difficoltà. È stato infatti pubblicato l’avviso pubblico per l’erogazione del bonus destinato al pagamento dei canoni di locazione per l’anno 2026. A darne notizia è l’assessore ai Servizi Sociali Riccardo Oddo, che sottolinea come si tratti di “un ulteriore aiuto per le famiglie che si trovano in difficoltà, che potranno usufruire di questi fondi per il loro alloggio”.

La misura, prevista dall’articolo 57 della Legge Regionale n. 1/2026, punta a sostenere concretamente i nuclei familiari in condizioni di fragilità economica. Il contributo base è fissato in 3.000 euro per le famiglie composte da almeno tre persone, con un incremento di 200 euro per ogni figlio successivo al primo, come incentivo alla natalità.

Per accedere al beneficio è necessario essere residenti nel Comune di Monreale e rispettare alcuni requisiti: il nucleo familiare deve essere composto da almeno tre persone, con un Isee non superiore a 10.000 euro (riferito al 2026 e basato sui redditi del 2024). È inoltre richiesta la residenza in Sicilia da almeno due anni e la cittadinanza italiana o comunitaria, oppure il possesso di un regolare permesso di soggiorno.

Tra le condizioni richieste anche la presenza di un contratto di locazione regolarmente registrato relativo all’abitazione principale di residenza. Sono esclusi gli alloggi di edilizia residenziale pubblica e gli immobili appartenenti alle categorie catastali di lusso (A1, A8 e A9). Le domande dovranno essere compilate utilizzando esclusivamente il modello “Allegato B” (disponibile qui) e presentate a mano presso l’Ufficio dei Servizi Socio Assistenziali, in via Venero 117. Il termine ultimo per la presentazione delle istanze è fissato alle ore 12 del 4 settembre 2026.

""Si rende noto  l’avviso pubblico , contenente i criteri e le modalità di erogazione del contributo di € 3000 in favore dei nuclei familiari composti da almeno tre ( 3 ) persone, con ISEE non superiore a €. 10.000,00 basato sui redditi dell’anno 2024, il modello di istanza, (allegato B) per l’erogazione del beneficio relativamente all’anno 2026, nei limiti dello stanziamento di bilancio regionale disponibile.
Inoltre, ai sensi del comma 3 del suddetto articolo di legge, è previsto un incremento annuo di €. 200,00 per ogni ulteriore figlio dell’intestatario scheda oltre il primo Può presentare istanza per la concessione del contributo, l’intestatario di famiglia anagrafica ( intestatario scheda ), composta da almeno tre unità, in possesso dei seguenti requisiti:
 cittadinanza italiana o comunitaria ovvero, in caso di soggetto extracomunitario, titolarità di permesso di soggiorno in corso di validità, ai sensi della vigente normativa in assenza di titolarità di diritti di proprietà e usufrutto;
 residenza nel territorio della Regione Siciliana da almeno 2 anni al momento della presentazione dell’istanza;
 indicatore I.S.E.E rilasciato dagli Uffici abilitati, in corso di validità non superiore ad €. 10.000,00, basato sui redditi dell’anno 2024 . Alla determinazione dello stesso indicatore concorrono tutti i componenti del nucleo familiare ai sensi delle disposizioni vigenti in materia;
 regolare contratto di locazione per uso abitativo, relativo ad un immobile adibito ad abitazione principale corrispondente alla residenza anagrafica del richiedente, regolarmente registrato ed in regola con il pagamento annuale dell’imposta di registro, salvo opzione della cedolare secca, ai sensi dell’art. 3 del D.lgs. 14 marzo 2011, n.23, e successive modifiche ed integrazioni.
Sono esclusi dal contributo i nuclei familiari con contratti di locazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica e con contratti di locazione di alloggi appartenenti alle categorie A1, A8 e A9.
Il contratto può essere intestato anche ad un altro componente del nucleo familiare, purchè l’immobile sia corrispondente alla residenza anagrafica del richiedente e alla sua abitazione principale.
La presentazione della predetta documentazione è obbligatoria ai fini dell’ammissione al beneficio.
L’Istanza di ammissione dovrà essere compilata, utilizzando, esclusivamente il modello predisposto allegato ( B ), e presentata brevi manu, entro e non oltre le ore 12.00 del 04/09/2026 presso l ’ufficio dei Servizi Socio Assistenziali, sito in via Venero n. 117, 90046 Monreale.

Le istanze corredate dalla relativa e necessaria documentazione richiesta, verranno trattenute e custodite
presso l’Ufficio comunale Competente""

ALLEGATO B

BANDO

SEZIONE SERVIZI ED ATTIVITA’ SOCIO ASSISTENZIALI:

Responsabile Sambito Cristina
e mailcristina.sambito@comune.monreale.pa.it
Telefono091 6564309
  • Attività di programmazione, attuazione e gestione degli interventi e dei servizi socio assistenziali anche nell’ambito della gestione integrata ( Minori-Anziani-Disabili-Immigrati);
  • Asili Nido;
  • Ufficio Casa con tutte le attività connesse;

FONTE: 1) https://www.monrealepress.it/ - 2) COMUNE DI MONREALE

Bonus bebè 2026, necessario l’Isee per prestazioni familiari

 

Bonus bebè 2026, necessario l’Isee per prestazioni familiari: come presentarlo

L'Inps ha chiarito che per ottenere il bonus bebè per i bambini nati o adottati nel 2026 basterà l'Isee per prestazioni familiari, che risulta spesso più basso di quello normale

Per ottenere il bonus bebè, l’una tantum da 1.000 euro che le famiglie possono avere per ogni nuovo nato o adottato, bisognerà presentare l’Isee specifico per le prestazioni familiari. Lo ha specificato l’Inps in una circolare, chiarendo anche quali saranno le procedure da seguire per presentare le domande.

Nonostante questo, non è ancora stata pubblicata la data dalla quale sarà possibile fare domanda per il bonus bebè. Questo sussidio è rimasto l’unico sostegno economico dello Stato alle nascite oltre all’Assegno unico universale, che negli ultimi anni ha inglobato tutti i bonus che si erano accumulati nei vari interventi in aiuto delle famiglie con figli a carico.

Per il bonus bebè servirà l’Isee specifico

Nella circolare 45/2026 del 10 aprile, l’Inps ha specificato alcuni dettagli tecnici che riguardano il bonus bebè per il 2026. Questo sussidio è un una tantum, che significa che viene pagato soltanto una volta, da 1.000 euro per ogni bambino nato o adottato da una famiglia con determinati requisiti. Tra questi, c’è anche un Isee di meno di 40.000 euro.

Per il 2026 però proprio questo parametro ha subito una modifica significativa. Invece dell’Isee tradizionale, le famiglie dovranno presentare l’Isee specifico per le prestazioni familiari. Si tratta di un nuovo parametro, introdotto proprio nel 2026 e chiamato anche Isee per l’inclusione sociale. A differenza del parametro generico, ha:

  • franchigie più alte, fino a 120.000 euro, per il valore dell’abitazione principale esclusa dal calcolo;
  • maggiorazioni rafforzate per le famiglie con figli.

Si tratta quindi di una misura che avvantaggia le famiglie con figli e che si applica non solo al bonus bebè, ma anche:

  • all’Assegno di Inclusione;
  • al Supporto per la Formazione e il Lavoro;
  • all’Assegno unico e universale per i figli a carico;
  • al bonus asilo nido e forme di supporto domiciliare.

Per ottenere l’Isee corretto basterà presentare la Dsu dopo la nascita del figlio, in modo che sia aggiornata con il nuovo componente del nucleo familiare.

Come fare domanda per il bonus bebè

La domanda del bonus bebè va presentata, in alternativa, da uno dei due genitori. Nel caso in cui siano separati, è obbligatorio che la domanda venga presentata dal genitore che abita regolarmente con il figlio. A partire dalla nascita del bambino o dalla sua adozione si hanno 120 giorni a disposizione per presentare la domanda.

L’Inps non ha ancora comunicato da che data si potrà chiedere il bonus bebè. Per i nati nella prima parte del 2026, quando non era ancora possibile fare domanda, la decorrenza dei 120 giorni inizierà proprio dal primo giorno in cui sarà possibile presentare la richiesta per il bonus.

Chi potrà chiedere il bonus bebè

Ad avere diritto a presentare domanda per il bonus bebè saranno le famiglie:

  • composte da cittadini italiani, dell’Ue o da persone con permesso di soggiorno permanente;
  • da cittadini extra Ue con permessi di soggiorno di lungo periodo in uno Stato Ue;
  • da cittadini titolari di permessi di lavoro o ricerca della durata superiore a 6 mesi.

L’unico requisito necessario per ottenere il bonus è avere un Isee inferiore a 40mila euro. Tecnicamente, il bonus è disponibile fino a esaurimento fondi, e sono stati stanziati 360 milioni di euro. Visto il continuo calo delle nascite degli ultimi anni e visto che nel 2025 sono nati 355mila bambini in Italia, il denaro dovrebbe essere più che sufficiente.

FONTE: https://quifinanza.it/

28 marzo 2026

Dal 1 aprile nuove agevolazioni tariffarie per l'utilizzo di autobus e tram, rivolte a persone con disabilità e in condizioni economiche svantaggiate

 

Palermo, dall’Amat via libera a tariffe agevolate per persone con disabilità e difficoltà economiche


Il consiglio d'amministrazione dell'azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico ha approvato l’avvio in via sperimentale di nuove tariffe per l’utilizzo di autobus e tram. In base alla percentuali d'invalidità o all'Isee, la tariffa potrà variare da zero a 90 euro

Il cda di Amat, azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico a Palermo, ha approvato l'avvio in via sperimentale di nuove agevolazioni tariffarie per l'utilizzo di autobus e tram, rivolte a persone con disabilità e in condizioni economiche svantaggiate. 

La misura, richiesta dal sindaco Roberto Lagalla, entrerà in vigore a partire dal 1 aprile e avrà una durata di tre mesi. 

La sperimentazione prevede l'emissione di un abbonamento trimestrale a costo zero per le persone con disabilità con una percentuale di invalidità pari o superiore al 67% e con un reddito Isee non superiore a 10.440 euro; 

l'emissione di un abbonamento annuale al costo di 90 euro per tutte le linee per le persone con disabilità, sempre con invalidità pari o superiore al 67%, ma con un reddito Isee superiore a 10.440 euro.


fonte:https://www.repubblica.it/

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