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21 giugno 2026

Le carte d’identità cartacee non scadranno il prossimo 3 agosto, ma sarà possibile continuare a utilizzarle fino alla data di scadenza

  le carte d’identità cartacee non scadranno il 3 agosto 2026,

La decisione è stata assunta di recente dal Consiglio dei Ministri per garantire la continuità amministrativa e alleggerire la pressione che grava sugli uffici anagrafici dei comuni italiani, che ormai da mesi si ritrovano subissati di richieste per il rilascio della carta d’identità elettronica.

I documenti in formato cartaceo restano quindi validi sino alla naturale scadenza negli stessi indicata, mantenendo la possibilità di utilizzo in tutti i rapporti con la pubblica amministrazione, gli istituti previdenziali e le aziende che gestiscono i pubblici servizi (utenze, servizi postali, trasporti). Nell’ambito della fase transitoria e per venire incontro a chi dovesse ritrovarsi con la carte d’identità scaduta, deteriorata o smarrita è prevista l’emissione di un documento di identità provvisorio.

A Monreale, per il rilascio della carta elettronica occorre fissare un appuntamento telefonando al numero 0916564455 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, presentandosi nel giorno indicato con il documento cartaceo da sostituire, una fotografia e la tessera sanitaria; i diritti da versare ammontano 22,21 euro, con pagamento da effettuare esclusivamente tramite carta di credito o di debito ovvero con bonifico bancario.

La durata della Cie è variabile a seconda dell’età del possessore: per i bambini sotto i 24 mesi vale tre anni, per i minori di età compresa fra i 3 ed i 18 anni resta valida per un quinquennio, per i maggiorenni la scadenza è decennale; infine, la carta richiesta dagli ultrasettantenni ha validità praticamente illimitata e, quindi, non prevede alcun rinnovo periodico.

FONTE: https://www.monrealenews.it/

19 giugno 2026

Stipendio badante e Legge 104, la Cassazione ha stabilito che per i disabili gravi lo stipendio si deduce per intero

 

Stipendio badante e Legge 104, la Cassazione conferma la deducibilità dalle tasse

I giudici hanno stabilito che per i disabili gravi lo stipendio si deduce per intero, ma i moduli del Fisco non recepiscono ancora la regola.

L’assunzione di un lavoratore domestico comporta un carico finanziario notevole. Per alleviare questo peso, lo Stato prevede due strumenti di natura fiscale: la detrazione d’imposta e la deduzione dal reddito imponibile. La distinzione e i tetti massimi applicabili variano sensibilmente a seconda del grado di disabilità dell’assistito certificato tramite la Legge 104.

La detrazione Irpef ordinaria

Per la generalità dei soggetti non autosufficienti, la normativa fiscale consente di beneficiare di una detrazione Irpef pari al 19% delle spese sostenute per lo stipendio della badante. Questa agevolazione è tuttavia limitata da paletti stringenti:

  • il tetto massimo di spesa su cui calcolare il 19% è fissato a 2.100 euro all’anno, consentendo un risparmio effettivo massimo di 399 euro;
  • il beneficio spetta solo se il reddito complessivo del contribuente che sostiene la spesa non supera i 40.000 euro;
  • è obbligatorio che il pagamento dello stipendio della badante avvenga con sistemi tracciabili (bonifici, bollettini, pagamenti elettronici).

La deduzione dei contributi Inps

Oltre allo stipendio, il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito imponibile i contributi previdenziali e assistenziali versati all’Inps per la badante (per la quota a carico del datore). In questo caso, il limite massimo deducibile è di 1.549,37 euro all’anno. Questa misura è cumulabile con la detrazione dello stipendio ed è indipendente dal reddito del datore.

La sentenza della Cassazione sulla deduzione totale

Il vero punto di svolta recente è rappresentato dall’ordinanza n. 449 del 2025 della Corte di Cassazione. I giudici hanno stabilito che lo stipendio della badante è interamente deducibile dal reddito (senza il limite dei 2.100 euro) qualora sia erogato per l’assistenza specifica di un soggetto riconosciuto disabile grave ai sensi della Legge 104, articolo 3, comma 3.

Secondo la Cassazione, la natura di assistenza specifica non dipende dal titolo di studio sanitario del lavoratore (come un infermiere o un Oss), ma dalla finalità dell’attività prestata. Se la badante cura una persona con handicap grave, lo stipendio si configura come spesa medica assistenziale e va dedotto per intero.

Il blocco dell’Agenzia delle Entrate

Nonostante la chiara presa di posizione della Suprema Corte, si è creata una complessa situazione di stallo burocratico. L’Agenzia delle Entrate, nella predisposizione della modulistica e dei software per le dichiarazioni dei redditi, non ha recepito l’orientamento della Cassazione.

I sistemi informatici del fisco continuano a limitare la deduzione totale dell’assistenza specifica solo se praticata da personale con qualifica sanitaria o riabilitativa codificata. Di conseguenza:

  • se un contribuente tenta di inserire l’intero stipendio della badante nel rigo E25 (dedicato alle spese mediche e di assistenza specifica per disabili), il software ministeriale rigetta la dichiarazione;
  • i Caf e i professionisti abilitati si trovano nell’impossibilità di apporre il visto di conformità su tali cifre, poiché sono vincolati alle circolari interne dell’amministrazione finanziaria e rischiano sanzioni in caso di anomalie.

Inquadramento contrattuale e requisiti formali obbligatori

Per proteggere il diritto alle agevolazioni fiscali attuali e prepararsi al riconoscimento della deduzione totale dello stipendio badante, il rapporto d’ufficio deve essere inattaccabile sotto il profilo formale. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) del Lavoro Domestico prevede regole precise.

Non tutte le mansioni domestiche sono compatibili con i benefici della Legge 104. Per dimostrare la natura di assistenza specifica alla persona non autosufficiente, il collaboratore deve possedere un inquadramento corretto:

  • livello CS destinato ad assistenti familiari non formati (privi di diplomi specifici) che accudiscono persone non autosufficienti;
  • livello DS riservato ad assistenti familiari in possesso di titoli professionali o che abbiano conseguito certificazioni di formazione specifica nel settore socio-assistenziale.

Un inquadramento inferiore (come i livelli A o B, destinati alle colf o a mansioni di pura pulizia e riordino della casa) esclude categoricamente la possibilità di associare lo stipendio badante alle agevolazioni fiscali per la non autosufficienza.

La documentazione da conservare

Il datore di lavoro ha l’obbligo di istituire un archivio documentale completo da esibire in sede di controllo. Questo deve comprendere:

  • la copia della lettera di assunzione e il contratto registrato presso l’Inps;
  • il verbale d’invalidità della commissione medica Asl attestante lo stato di gravità ai sensi della Legge 104 (Art. 3, comma 3);
  • le buste paga mensili firmate per ricevuta o accompagnate da distinta di bonifico;
  • le ricevute di pagamento dei bollettini trimestrali PagoPA relativi ai contributi previdenziali.

Diritti del caregiver familiare: i permessi della Legge 104 e la compresenza

Un dubbio molto comune riguarda la compatibilità tra i benefici concessi ai familiari lavoratori e la presenza di personale assistenziale privato in casa. Spesso si teme che il pagamento dello stipendio badante annulli il diritto del familiare a richiedere i permessi lavorativi.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27232 del 5 dicembre 2014, ha chiarito che la presenza di una badante non esclude il diritto ai permessi della Legge 104 per il parente caregiver. Il lavoratore dipendente (pubblico o privato) può continuare a fruire dei 3 giorni di permesso mensile retribuiti per assistere il disabile grave.

La motivazione risiede nel fatto che l’assistenza prestata da un lavoratore domestico, per quanto qualificata o a tempo pieno, non sostituisce il supporto affettivo, morale e relazionale che solo un familiare può garantire. Inoltre, il caregiver familiare coordina le attività della badante e interviene nelle situazioni di emergenza o durante i turni di riposo del dipendente domestico.

Il limite del ricovero a tempo pieno

L’unica reale causa di esclusione dei permessi lavorativi della Legge 104 è il ricovero a tempo pieno (24 ore su 24) del disabile presso una struttura sanitaria o residenziale (Rsa) con rette a totale carico del sistema sanitario. In questo caso, l’assistenza è integralmente garantita dalla struttura. Al contrario, la presenza domestica della badante, anche se convivente, mantiene intatto il diritto del familiare ai riposi mensili.


FONTE: https://quifinanza.it/

12 giugno 2026

L'ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa)

 L'ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa) è un'agevolazione simile alla "cassa integrazione" per i liberi professionisti. Erogata dall'INPS, consiste in un contributo mensile per 6 mesi consecutivi, destinato a chi ha subito un calo drastico del proprio fatturato.

Il servizio permette di ottenere un'indennità agli iscritti alla Gestione Separata.

 Contributo erogato per sei mesi senza accredito di contribuzione figurativa. 

Incompatibilità con pensioni, NASpI, DIS-COLL, ALAS, indennità discontinuità lavoratori spettacolo, Assegno di Inclusione e cariche politiche.

A chi è rivolto

Si rivolge ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata che esercitano attività di lavoro autonomo come professione abituale (art. 2, comma 26, l. 335/1995).

Come funziona

DECORRENZA E DURATA

L’indennità:

  • è erogata per sei mesi, a partire dal giorno successivo alla data di invio della domanda;
  • non può essere richiesta nel biennio successivo all'anno di inizio di fruizione della stessa.

QUANTO SPETTA

L’importo:

  • è pari al 25%, su base semestrale, della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati dal soggetto nei due anni precedenti all'anno precedente alla presentazione della domanda. Esempio: se il reddito dichiarato per gli anni 2021 e 2022 è pari rispettivamente a 6mila euro e a 5mila euro, si deve:
    • determinare la media del reddito (6.000 euro + 5.000 euro = 11.000 euro/2 = 5.500 euro);
    • dividere il risultato per due (base semestrale 5.500 euro /2 = 2.750 euro);
    • moltiplicare il risultato per il 25% (2.750 euro x 25% = 687,50 euro);
  • mensile:
    • non deve essere inferiore a 250 euro;
    • non deve superare gli 800 euro.

Gli importi sono calcolati ogni anno sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all'anno precedente.

La prestazione:

  • concorre alla formazione del reddito;
  • non comporta accredito di contribuzione figurativa.

Verrà considerato solamente il reddito da attività lavorativa autonoma ed esposto nella dichiarazione dei redditi nel quadro RE, RH o LM, nel caso rispettivamente di:

  • attività professionale individuale; 
  • partecipazione a studi associati; 
  • soggetti in regime forfettario. 

Non verrà considerato il reddito da lavoro:

  • dipendente; 
  • parasubordinato; 
  • da partecipazione a impresa.

I beneficiari dell’indennità ISCRO sono tenuti a partecipare a percorsi di aggiornamento professionale.

I criteri e le modalità di definizione dei percorsi e del loro finanziamento sono definiti con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze (dopo aver raggiunto un’intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano – Alto Adige).

DECADENZA

La legge 213/2023 stabilisce che il diritto decade per:

  • cessazione della partita IVA nel corso dell'erogazione dell’indennità (art. 1, comma 151);
  • titolarità di trattamento pensionistico diretto (art. 1, comma 144, lett. a), e comma 146);
  • iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie (art. 1, comma 144, lett. a), e comma 146);
  • Titolarità dell’Assegno di inclusione (art. 1, comma 144, lett. b), e comma 146).
  • Domanda

    REQUISITI

    Il beneficiario deve rispettare tutti i requisiti previsti:

    • non essere titolare di trattamento pensionistico diretto;
    • non essere assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie alla data di presentazione della domanda;
    • non essere beneficiario di Assegno di Inclusione per l’intero periodo di fruizione della indennità ISCRO, pena la decadenza dalla prestazione;
    • avere prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell'anno precedente alla presentazione della domanda (anno di riferimento), inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo relativo ai due anni precedenti all'anno di riferimento. Esempio: se la domanda è presentata nel 2024, il reddito da considerare è quello risultante dalla dichiarazione dei redditi del 2023 (anno di riferimento) che deve essere inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo degli anni 2021 e 2022 (due anni precedenti all’anno di riferimento);
    • aver dichiarato, nell'anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 12mila euro, calcolato ogni anno sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all'anno precedente;
    • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
    • essere titolare di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all'iscrizione alla gestione previdenziale in corso;
    • autocertificare, in fase di presentazione della domanda, i redditi prodotti per ogni anno di interesse, se non già a disposizione dell’Istituto.

    Per la successiva verifica dei requisiti suddetti, l'INPS comunica all'Agenzia delle Entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno presentato domanda.

    Successivamente l'Agenzia delle Entrate comunica all'INPS l'esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti reddituali con le modalità e nei termini definiti mediante accordi di cooperazione tra le parti.

    INCOMPATIBILITÀ

    L’indennità ISCRO è incompatibile con:

    • pensioni dirette;
    • indennità di disoccupazioneNASpI, DIS-COLL, ALAS e dell’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo;
    • cariche elettive e/o politiche che prevedono, come compensi, indennità di funzione e/o altri emolumenti diversi dal solo gettone di presenza.

    COME FARE DOMANDA

    La domanda va presentata esclusivamente online, entro il 31 ottobre di ogni anno, effettuando l’accesso al servizio con le proprie credenziali.

    In alternativa:

    • via Contact center al numero 803 164 da rete fissa (gratuito) oppure 06 164 164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
    • rivolgendosi agli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi
    • Tempi di lavorazione del provvedimento

      Il termine per la definizione del provvedimento è stato fissato in 30 giorni dal Regolamento per la definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi adottato dall’INPS ai sensi dell’art. 2 della legge n. 241/1990.

      Nella tabella (pdf 205KB) allegata al Regolamento sono riportati sia i termini di definizione dei provvedimenti stabiliti dall’Istituto superiori a quello di norma di 30 giorni, che l’indicazione del relativo responsabile.

    • FONTE: https://www.inps.it/

7 maggio 2026

Bonus affitto da 3 mila euro a Palermo: requisiti, ISEE e come presentare richiesta

 


Il Comune di Palermo rende noto che è stato pubblicato l’Avviso pubblico relativo ai criteri e alle modalità di accesso al contributo regionale per il sostegno ai canoni di locazione, previsto dall’art. 57 della Legge Regionale n. 1 del 5 gennaio 2026.

Il provvedimento, approvato con D.D.G. n. 1100/S8 del 1° aprile 2026 dal Dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali, prevede l’erogazione di un contributo annuo pari a 3.000 euro, con un incremento di 200 euro per ogni figlio successivo al primo. La misura è destinata ai nuclei familiari composti da almeno tre persone, con un ISEE non superiore a 10.000 euro (redditi 2024).

Le domande potranno essere presentate esclusivamente online, tramite SPID, accedendo al portale istituzionale del Comune, entro le ore 23:59 del trentesimo giorno dalla pubblicazione dell’Avviso. A partire da lunedì 11 maggio sarà possibile effettuare la registrazione sulla piattaforma dedicata.

Sarà l’Amministrazione comunale a curare la verifica dei requisiti dichiarati e la trasmissione degli elenchi alla Regione Siciliana, che procederà successivamente alla formazione delle graduatorie e all’assegnazione delle risorse disponibili.

“Questo intervento rappresenta un sostegno concreto per molte famiglie palermitane che vivono una condizione di fragilità economica e che faticano a sostenere i costi dell’abitare nel mercato privato. Come Comune garantiremo la massima celerità nelle verifiche e nella trasmissione delle istanze, affinché le risorse possano essere erogate nel più breve tempo possibile”, dichiara l’Assessore alle Politiche Sociali e Socio Sanitarie, Mimma Calabrò.

L’Assessore evidenzia però una criticità strutturale della misura: “Non possiamo non sottolineare un limite importante dell’impianto: l’esclusione delle persone singole e dei nuclei familiari con meno di tre componenti. Si tratta di una scelta che rischia di lasciare fuori una fascia significativa di cittadini, spesso altrettanto vulnerabile, come giovani lavoratori precari, anziani soli o famiglie monogenitoriali con un solo figlio”.

Per ulteriori informazioni e per la presentazione delle domande è possibile consultare il sito istituzionale del Comune di Palermo

comune.palermo.it/novita/contributi-affitto-

fonte: https://www.comune di palermo.it/

4 maggio 2026

Agevolazioni della 104: sgravi fiscali ed agevolazioni per le disabilità

 

Legge 104 e agevolazioni per le disabilità: quali sono e come richiederle

La Legge 104 permette di accedere a numerose agevolazioni per alleggerire il carico economico e gestionale di chi vive o assiste situazioni di disabilità:

Permessi e congedi lavorativi retribuiti

Tra i vantaggi della legge 104, il lavoratore disabile o il familiare che assiste una persona con disabilità grave (art. 3, comma 3) può usufruire di:

  • 3 giorni di permesso retribuito al mese, frazionabili in ore;
  • riposi giornalieri di 1 o 2 ore (per chi lavora più di 6 ore al giorno);
  • congedi straordinari retribuiti (fino a un massimo di due anni nell’intera vita lavorativa), in casi particolari.

Agevolazioni fiscali e detrazioni

La Legge 104/92 prevede diverse esenzioni e agevolazioni fiscali per le persone con disabilità e i loro familiari.

Chi ha diritto alla Legge 104 può accedere a:

  • detrazione IRPEF del 19% su spese mediche e assistenziali e per l'acquisto di veicolo adattati (fino a euro 18.075,99);
  • IVA agevolata al 4% per l’acquisto di ausili specifici, come dispositivi medici e strumenti informatici e veicoli.

Agevolazioni della 104: sgravi fiscali per beni e servizi

Riduzioni fiscali applicabili all'acquisto di beni come:

  • autoveicoli adattati al trasporto delle persone disabili;
  • strumenti tecnologici utili per l’autonomia personale.

Esenzione dal bollo auto

Si applica solo per determinate tipologie di disabilità, come gravi limitazioni motorie, cecità, sordità o disabilità mentale certificata con indennità di accompagnamento, ai veicoli intestati a persone con disabilità o ai loro familiari, purché il disabile sia fiscalmente a carico.

Esenzione dall'imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà

Riguarda i veicoli destinati al trasporto o alla guida di persone con disabilità.

Esonero dal canone RAI 

L'esenzione è prevista per i disabili gravi o over 75 con reddito inferiore a 8.000 euro.

Riduzioni o esenzioni sulla TARI (tassa rifiuti)

Non esiste una normativa nazionale, ma diversi Comuni possono prevedere agevolazioni per i titolari di Legge 104 con handicap grave.

È necessario consultare il regolamento comunale.

Esenzione dall'IMU

Applicabile solo se la persona con disabilità risiede in una struttura sanitaria e la sua abitazione principale non è affittata o occupata da terzi. Anche in questo caso, però, possono esserci differenze locali in base alle delibere comunali.

Esenzione dalle tasse scolastiche e universitarie

Gli studenti delle scuole superiori (quarto e quinto anno) e universitari con invalidità superiore al 66% possono beneficiare dell'esonero totale dal pagamento delle tasse di iscrizione e frequenza, spesso legato anche a requisiti economici.

Esenzione dal ticket sanitario

Le persone con invalidità superiore ai due terzi hanno diritto all'esenzione totale per visite specialistiche, esami diagnostici e alcuni farmaci (in base alle disposizioni regionali).

Contributi per l'abbattimento delle barriere architettoniche

Fondi destinati a rendere più accessibili ambienti domestici, scolastici e lavorativi. 

Assistenza continuativa

In caso di grave riduzione dell'autonomia, la legge garantisce:

  • priorità negli interventi sociosanitari;
  • programmi di sostegno per la famiglia.

Legge 104 e permessi

Queste agevolazioni possono essere richieste sia dai disabili stessi sia dai familiari che prestano loro assistenza.

Permessi lavorativi retribuiti

I permessi di lavoro retribuiti sono una delle agevolazioni più importanti della Legge 104 perché permettono ai lavoratori di prendersi cura della persona disabile senza subire una perdita economica.

I beneficiari possono usufruire fino a 3 giorni di permesso retribuito al mese o riposi giornalieri per assistere un familiare disabile grave o per gestire le proprie necessità se la persona che lavora ha delle disabilità. Questi permessi possono essere suddivisi in ore da dedicare a visite mediche, terapie o ad altre necessità pertinenti.

I permessi sono riservati ai:

  • lavoratori disabili stessi;
  • genitori, anche adottivi o affidatari, del disabile;
  • coniugi del disabile;
  • parenti entro il secondo grado, con possibilità di estensione al terzo grado in casi specifici (es. assenza o impossibilità degli altri parenti).

Congedo straordinario retribuito

Fino a due anni complessivi nell'arco della vita lavorativa per assistere un familiare con grave disabilità.

Qual è la procedura per richiedere la 104 e i permessi retribuiti

Per accedere ai benefici della Legge 104/92, occorre il riconoscimento della condizione di disabilità grave e la richiesta dei permessi retribuiti.

Come richiedere la Legge 104 

La procedura per ottenere il riconoscimento della Legge 104 prevede i seguenti passaggi:

  1. 1) certificato medico introduttivo: il primo passo è rivolgersi al proprio medico curante/di fiducia che deve compilare un certificato medico introduttivo online sul portale INPS. Questo certificato attesta la condizione di disabilità o handicap grave e genera un codice univoco;
  2. 2) invio della domanda all'INPS: il richiedente deve accedere al portale INPS (utilizzando SPID, CIE o CNS) e inoltrare la domanda di riconoscimento dell'handicap grave, inserendo il codice fornito dal medico. In alternativa, ci si può rivolgere a un patronato per l'assistenza nella compilazione e invio della domanda;

    1. 3) convocazione per visita medica: l'INPS convoca il richiedente per una visita presso la Commissione Medica Integrata ASL/INPS, che valuta la documentazione sanitaria e lo stato di salute;
    2. 4) esito della visita: la Commissione emette un verbale che certifica il riconoscimento (o meno) dello stato di disabilità grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/92. Questo verbale è indispensabile per accedere ai benefici previsti dalla legge.
    3. Come richiedere i permessi retribuiti

      Una volta ottenuto il verbale che attesta lo stato di disabilità grave, si può procedere con la richiesta dei permessi lavorativi retribuiti.

      • domanda all'INPS: la richiesta dei permessi deve essere inviata per via telematica all'INPS attraverso il portale online INPS (sezione "Servizi per il cittadino"). Alla domanda va allegato il verbale di riconoscimento dell'handicap insieme agli altri documenti richiesti (es. codice fiscale, documento d'identità);
      • comunicazione al datore di lavoro: dopo l'approvazione dell'INPS, è necessario consegnare al datore di lavoro una copia della domanda con il numero di protocollo e il verbale rilasciato dalla Commissione Medica. Il datore non può negare i permessi ma può richiedere una programmazione delle assenze per esigenze organizzative;
      • Fruizione dei permessi: i permessi consistono in 3 giorni retribuiti al mese. I giorni devono essere concordati con il datore di lavoro e comunicati con un preavviso ragionevole.

      Documentazione necessaria

      Per entrambe le procedure (riconoscimento della disabilità e richiesta dei permessi), sono necessari:

      • certificato medico introduttivo rilasciato dal medico curante;
      • verbale rilasciato dalla Commissione Medica ASL/INPS;
      • documento d'identità e codice fiscale del richiedente;
      • eventuali dichiarazioni sostitutive richieste dall’INPS (es. assenza di ricovero a tempo pieno).
    4. FONTE: https://www.pazienti.it/


    FONTE: 

22 aprile 2026

Spese mediche detraibili con il Modello 730/2026

 

Spese mediche detraibili con il Modello 730/2026, la franchigia e quali sono....

Prima di elencare cosa sia detraibile, dobbiamo capire come lo Stato ci restituisce i soldi. La parola chiave è franchigia, una soglia fissata a 129,11 euro.

Medicinali e farmacia: attenzione allo scontrino

Capitolo importante delle spese mediche è legato ai farmaci, dove si commettono molti errori. Non tutto ciò che si compra in farmacia è detraibile, anche se si ha la ricetta del medico.

Cosa mettere nel Modello 730/2026

Si possono detrarre i farmaci veri e propri (anche quelli senza ricetta, i cosiddetti Otc o Sop), i medicinali omeopatici e le preparazioni galeniche (quelle fatte su misura dal farmacista).

La prova regina è lo scontrino parlante: deve essere presente il codice fiscale e la dicitura chiara di farmaco o medicinale.

La trappola degli integratori

Questa è la nota dolente: gli integratori alimentari (vitamine, sali minerali, fermenti lattici) non sono mai detraibili, anche se prescritti per motivi di salute.

Lo stesso vale per i cosmetici e i prodotti per l’igiene. Se nello scontrino compare la dicitura parafarmaco, quel costo non potrà essere inserito tra le spese mediche del vostro 730.

Visite specialistiche e il nodo della tracciabilità

Le visite dal cardiologo, dal dermatologo o dall’oculista sono detraibili al 19%, ma dal 2020 esiste una regola ferrea: la tracciabilità. Ma con una netta distinzione di fondo:

  • se la visita avviene in una struttura pubblica o accreditata Servizio Sanitario Nazionale si può pagare anche in contanti e mantenere il diritto alla detrazione;
  • se la visita avviene in uno studio privato non convenzionato si è obbligati a pagare con bancomat, carta di credito o bonifico.

È importante non limitatarsi a conservare la fattura del medico: si deve pinzare subito sopra la ricevuta del Pos (quella che vi rilascia il macchinario quando strisciate la carta). In caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate vorrà vedere la prova del movimento bancario.

Dispositivi medici: occhiali, materassi e apparecchi

Un capitolo molto ricco del Modello 730/2026 riguarda i dispositivi medici. Qui rientrano oggetti di uso quotidiano che spesso i contribuenti si dimenticano di dichiarare:

  • occhiali da vista e lenti a contatto oltre alle necessarie soluzioni per la pulizia delle lenti (ma non i colliri idratanti, se classificati come parafarmaci);
  • apparecchi per la pressione e termometri, purché abbiano la marcatura CE;
  • materassi ortopedici, ma per detrarli serve che la fattura specifichi che si tratta di un dispositivo medico e spesso è consigliabile avere una prescrizione medica che ne attesti la necessità per problemi posturali o patologie.

Prestazioni sanitarie non mediche

Molti non sanno che si possono scaricare anche le spese per professionisti che non sono medici in senso stretto, ma operatori sanitari abilitati. Parliamo di:

  • fisioterapisti, spesso e volentieri fondamentali per i cicli di riabilitazione;
  • logopedisti, impiegati per le terapie dei bambini;
  • psicologi e psicoterapeuti (la salute mentale è equiparata a quella fisica ai fini fiscali).

Il caso dei familiari incapienti non a carico

Esiste una possibilità poco conosciuta ma molto vantaggiosa nel Modello 730/2026: detrarre le spese per un familiare che non è a carico, ma che soffre di una patologia esente.

Immaginiamo un genitore anziano che ha una sua pensione (quindi non a carico), ma l’assegno previdenziale che riceve è molto basso, tanto da non permettergli di pagare tasse.

Se questo genitore deve sostenere spese mediche importanti per la sua patologia cronica e non ha abbastanza tasse da cui scalare il 19% di detrazione, quella quota che lui perderebbe può usarla un figlio, a patto che sia lui a pagare quelle fatture.

È un modo per non perdere un beneficio fiscale in famiglia quando il malato è incapiente (cioè non ha tasse da pagare). Il limite per questa specifica detrazione è di 6.197,48 euro.

Documentazione: come non farsi annullare il rimborso

L’Agenzia delle Entrate sta diventando sempre più digitale e oggi, utilizzando il Modello 730 Precompilato, è possibile trovare gran parte delle proprie spese sanitarie già caricate nel sistema. Tuttavia, non bisogna abbassare la guardia: è fondamentale controllare con attenzione che tutte le voci siano presenti e, soprattutto, che gli importi siano corretti, poiché piccoli errori o omissioni possono ridurre il rimborso spettante.

In questo processo di verifica, un aspetto critico riguarda la conservazione fisica dei documenti. Gli scontrini parlanti della farmacia sono solitamente stampati su carta termica, un supporto che tende a sbiadire rapidamente fino a diventare illeggibile. Per non correre il rischio di trovarsi a mani vuote durante un controllo fiscale, è consigliabile fotografare o fotocopiare immediatamente ogni scontrino, garantendo così una prova duratura dell’acquisto effettuato.

Il diritto alle agevolazioni rimane valido anche per chi sceglie di curarsi all’estero, a patto di rispettare alcune regole formali. Le spese mediche sostenute fuori dai confini nazionali possono infatti essere detratte esattamente come quelle italiane, ma se la documentazione è redatta in una lingua diversa da quelle principali europee (come inglese, francese, tedesco o spagnolo), sarà indispensabile allegare una traduzione ufficiale per renderla valida ai fini della dichiarazione.

Un capitolo a parte, particolarmente vantaggioso, è quello dedicato alle spese per l’assistenza a persone con disabilità ai sensi della Legge 104. In queste circostanze, il beneficio fiscale è spesso superiore alla classica detrazione del 19%: molte di queste spese sono infatti deducibili, il che significa che vengono sottratte direttamente dal reddito complessivo su cui si calcolano le tasse. Questo meccanismo permette di abbassare l’imponibile in modo più incisivo, garantendo un risparmio economico decisamente più consistente rispetto alle spese sanitarie ordinarie.


FONTE: https://quifinanza.it/

16 aprile 2026

Invalidità civile fino al 67%: cosa spetta e cosa cambia sopra questa percentuale

 

Invalidità civile: cosa significa

Quando viene riconosciuta una invalidità civile, lo Stato certifica una riduzione della capacità lavorativa o delle normali attività quotidiane. Questa riduzione viene espressa in percentuale, ma quella percentuale non è solo un numero: è il criterio che determina i diritti.

E questi diritti crescono gradualmente: più la percentuale aumenta, più aumentano le tutele.

Cosa spetta con una invalidità fino al 67%

Venendo al caso concreto, con una invalidità del 65% ci troviamo già in una fascia (percentuali 0-66%) in cui i diritti sono concreti e utilizzabili nella vita di tutti i giorni.

Diciamo subito che non spetta un sussidio economico, ovvero l’assegno di invalidità che spetta agli invalidi parziali con percentuali dal 74-99% ed è pari a circa 340 nel 2026.

Sul piano sanitario, è possibile però ottenere ausili e protesi legati alla propria condizione, utili per migliorare la qualità della vita.

Sul fronte lavorativo, si può accedere al collocamento mirato, cioè percorsi dedicati per l’inserimento o il reinserimento nel mondo del lavoro.

Se si è lavoratori dipendenti, esiste anche la possibilità di richiedere permessi o congedi per effettuare cure legate alla propria patologia.

Una sintesi delle principali soglie e percentuali di invalidità civile

Per orientarsi meglio, ecco una una tabella di sintesi delle principali soglie e percentuali di invalidità civile che può essere utile avere una visione rapida delle soglie più importanti:

PercentualeCosa spetta (in sintesi)
Fino al 33%Solo riconoscimento, nessun beneficio concreto
Dal 34%Ausili e protesi tramite SSN
Dal 46%Accesso al collocamento mirato
Dal 51%Congedi per cure (lavoratori dipendenti)
Dal 67%Esenzione ticket sanitario e altre agevolazioni
Dal 74%Assegno mensile di invalidità pari a circa 340 euro (con requisiti di reddito) – Invalidi parziali 74-99%
100%Pensione di inabilità
100% con accompagnamentoIndennità di accompagnamento

Invalidità civile, cosa spetta sopra al 67%?

Nel suo caso, c’è un aspetto fondamentale da tenere presente.

Lei è molto vicina a una soglia che cambia davvero le cose: quella del 67%.

Se la percentuale dovesse aumentare anche di poco e arrivare o superare questo livello, si aprono nuovi diritti, soprattutto sul piano sanitario. In particolare, si ha accesso all’esenzione dal ticket per molte prestazioni specialistiche ed esami diagnostici.

Questo significa, in concreto, poter effettuare visite ed esami senza dover sostenere i costi, con un impatto immediato sulla gestione della propria salute.

Con il 65% si ha accesso a strumenti importanti, ma il passaggio al 67% segna un vero cambio di passo, soprattutto per le spese sanitarie.


FONTE: https://www.lavoroediritti.com/

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