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19 giugno 2026

Stipendio badante e Legge 104, la Cassazione ha stabilito che per i disabili gravi lo stipendio si deduce per intero

 

Stipendio badante e Legge 104, la Cassazione conferma la deducibilità dalle tasse

I giudici hanno stabilito che per i disabili gravi lo stipendio si deduce per intero, ma i moduli del Fisco non recepiscono ancora la regola.

L’assunzione di un lavoratore domestico comporta un carico finanziario notevole. Per alleviare questo peso, lo Stato prevede due strumenti di natura fiscale: la detrazione d’imposta e la deduzione dal reddito imponibile. La distinzione e i tetti massimi applicabili variano sensibilmente a seconda del grado di disabilità dell’assistito certificato tramite la Legge 104.

La detrazione Irpef ordinaria

Per la generalità dei soggetti non autosufficienti, la normativa fiscale consente di beneficiare di una detrazione Irpef pari al 19% delle spese sostenute per lo stipendio della badante. Questa agevolazione è tuttavia limitata da paletti stringenti:

  • il tetto massimo di spesa su cui calcolare il 19% è fissato a 2.100 euro all’anno, consentendo un risparmio effettivo massimo di 399 euro;
  • il beneficio spetta solo se il reddito complessivo del contribuente che sostiene la spesa non supera i 40.000 euro;
  • è obbligatorio che il pagamento dello stipendio della badante avvenga con sistemi tracciabili (bonifici, bollettini, pagamenti elettronici).

La deduzione dei contributi Inps

Oltre allo stipendio, il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito imponibile i contributi previdenziali e assistenziali versati all’Inps per la badante (per la quota a carico del datore). In questo caso, il limite massimo deducibile è di 1.549,37 euro all’anno. Questa misura è cumulabile con la detrazione dello stipendio ed è indipendente dal reddito del datore.

La sentenza della Cassazione sulla deduzione totale

Il vero punto di svolta recente è rappresentato dall’ordinanza n. 449 del 2025 della Corte di Cassazione. I giudici hanno stabilito che lo stipendio della badante è interamente deducibile dal reddito (senza il limite dei 2.100 euro) qualora sia erogato per l’assistenza specifica di un soggetto riconosciuto disabile grave ai sensi della Legge 104, articolo 3, comma 3.

Secondo la Cassazione, la natura di assistenza specifica non dipende dal titolo di studio sanitario del lavoratore (come un infermiere o un Oss), ma dalla finalità dell’attività prestata. Se la badante cura una persona con handicap grave, lo stipendio si configura come spesa medica assistenziale e va dedotto per intero.

Il blocco dell’Agenzia delle Entrate

Nonostante la chiara presa di posizione della Suprema Corte, si è creata una complessa situazione di stallo burocratico. L’Agenzia delle Entrate, nella predisposizione della modulistica e dei software per le dichiarazioni dei redditi, non ha recepito l’orientamento della Cassazione.

I sistemi informatici del fisco continuano a limitare la deduzione totale dell’assistenza specifica solo se praticata da personale con qualifica sanitaria o riabilitativa codificata. Di conseguenza:

  • se un contribuente tenta di inserire l’intero stipendio della badante nel rigo E25 (dedicato alle spese mediche e di assistenza specifica per disabili), il software ministeriale rigetta la dichiarazione;
  • i Caf e i professionisti abilitati si trovano nell’impossibilità di apporre il visto di conformità su tali cifre, poiché sono vincolati alle circolari interne dell’amministrazione finanziaria e rischiano sanzioni in caso di anomalie.

Inquadramento contrattuale e requisiti formali obbligatori

Per proteggere il diritto alle agevolazioni fiscali attuali e prepararsi al riconoscimento della deduzione totale dello stipendio badante, il rapporto d’ufficio deve essere inattaccabile sotto il profilo formale. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) del Lavoro Domestico prevede regole precise.

Non tutte le mansioni domestiche sono compatibili con i benefici della Legge 104. Per dimostrare la natura di assistenza specifica alla persona non autosufficiente, il collaboratore deve possedere un inquadramento corretto:

  • livello CS destinato ad assistenti familiari non formati (privi di diplomi specifici) che accudiscono persone non autosufficienti;
  • livello DS riservato ad assistenti familiari in possesso di titoli professionali o che abbiano conseguito certificazioni di formazione specifica nel settore socio-assistenziale.

Un inquadramento inferiore (come i livelli A o B, destinati alle colf o a mansioni di pura pulizia e riordino della casa) esclude categoricamente la possibilità di associare lo stipendio badante alle agevolazioni fiscali per la non autosufficienza.

La documentazione da conservare

Il datore di lavoro ha l’obbligo di istituire un archivio documentale completo da esibire in sede di controllo. Questo deve comprendere:

  • la copia della lettera di assunzione e il contratto registrato presso l’Inps;
  • il verbale d’invalidità della commissione medica Asl attestante lo stato di gravità ai sensi della Legge 104 (Art. 3, comma 3);
  • le buste paga mensili firmate per ricevuta o accompagnate da distinta di bonifico;
  • le ricevute di pagamento dei bollettini trimestrali PagoPA relativi ai contributi previdenziali.

Diritti del caregiver familiare: i permessi della Legge 104 e la compresenza

Un dubbio molto comune riguarda la compatibilità tra i benefici concessi ai familiari lavoratori e la presenza di personale assistenziale privato in casa. Spesso si teme che il pagamento dello stipendio badante annulli il diritto del familiare a richiedere i permessi lavorativi.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27232 del 5 dicembre 2014, ha chiarito che la presenza di una badante non esclude il diritto ai permessi della Legge 104 per il parente caregiver. Il lavoratore dipendente (pubblico o privato) può continuare a fruire dei 3 giorni di permesso mensile retribuiti per assistere il disabile grave.

La motivazione risiede nel fatto che l’assistenza prestata da un lavoratore domestico, per quanto qualificata o a tempo pieno, non sostituisce il supporto affettivo, morale e relazionale che solo un familiare può garantire. Inoltre, il caregiver familiare coordina le attività della badante e interviene nelle situazioni di emergenza o durante i turni di riposo del dipendente domestico.

Il limite del ricovero a tempo pieno

L’unica reale causa di esclusione dei permessi lavorativi della Legge 104 è il ricovero a tempo pieno (24 ore su 24) del disabile presso una struttura sanitaria o residenziale (Rsa) con rette a totale carico del sistema sanitario. In questo caso, l’assistenza è integralmente garantita dalla struttura. Al contrario, la presenza domestica della badante, anche se convivente, mantiene intatto il diritto del familiare ai riposi mensili.


FONTE: https://quifinanza.it/

28 febbraio 2024

Badanti over 80: non si pagano i contributi se ci sono questi requisiti ......

 

Badanti over 80: non si pagano i contributi se ci sono questi requisiti

Niente contributi, per 2 anni, a carico del datore di lavoro che assume badanti che assistono anziani non autosufficienti ultraottantenni.

L’agevolazione avviene in caso di assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato di contratti di lavoro domestico con mansioni di assistente a soggetti anziani. Le persone oggetto di assistenza devono avere un’età anagrafica di almeno 80 anni, e devono essere già titolari dell’indennità di accompagnamentoLa misura prevista dal decreto Pnrr, ha l’obiettivo è favorire la regolarizzazione del lavoro di cura prestato al domicilio della persona non autosufficiente.

L’agevolazione decorrerà dal 1 aprile 2024 fino al 31 dicembre 2025 per un periodo massimo di 24 mesi. È previsto un limite massimo di importo di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base trimestrale, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

E l’Isee?

Il datore di lavoro destinatario della prestazione, si legge, deve possedere un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) per le prestazioni agevolate di natura sociosanitaria, in corso di validità, non superiore a 6.000 euroDa chiarire assolutamente che il beneficio non spetta nel caso in cui tra il medesimo lavoratore e il medesimo datore di lavoro o persona del suo nucleo familiare sia cessato un rapporto di lavoro domestico da meno di sei mesi.

Quale copertura?

La copertura degli oneri, pari a 10 milioni di euro per l’anno 2024, a 39,9 milioni per l’anno 2025, a 58,8 milioni per l’anno 2026, a 27,9 milioni per l’anno 2027 e a 0,6 milioni per l’anno 2028, è assicurata, dal programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027.


fonte: GIUSI PINTORI  https://www.uniciv.it/author/segreteria/

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