*********************************************************** ************************************************************************

PER UNA RICERCA VELOCE SCRIVI "QUì" IL TUO ARGOMENTO E CERCA TRA I POST ARCHIVIATI

************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************
**************************************************************************************************************************************************************************************************************************************************
**************************************************************************************************************************************************************************************************************************************
*************************************************************************************************************************************************************************************************************************

14 marzo 2026

NASpI 2026: requisiti, novità e importo indennità di Disoccupazione

 La NASpI, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, rappresenta un importante strumento di sostegno per i lavoratori che si trovano in difficoltà a causa della perdita involontaria del lavoro. Con l'arrivo del 2026, restano in vigore le regole introdotte negli ultimi anni e sono previste alcune novità che influenzano i requisiti e le modalità di accesso a questo sussidio. In questo articolo esploreremo in dettaglio le novità, i requisiti e le modalità di richiesta della NASpI 2026.

Cos’è la NASpI

La NASpI è un'indennità mensile di disoccupazione destinata ai lavoratori con contratto subordinato che hanno perso il lavoro in modo involontario. Questo sussidio è stato istituito per fornire un aiuto economico ai disoccupati, garantendo una forma di sostegno durante il periodo di ricerca di una nuova occupazione.

Requisiti per l'accesso

Per poter accedere alla NASpI, è necessario soddisfare alcuni requisiti fondamentali:

  • Perdita involontaria del lavoro: Il lavoratore deve aver perso il lavoro a causa di eventi come licenziamento, scadenza del contratto a termine o dimissioni per giusta causa.
  • Stato di disoccupazione: È necessario essere in stato di disoccupazione al momento della richiesta.
  • Contribuzione minima: Il lavoratore deve aver accumulato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la perdita del lavoro.

Novità e regole in vigore nel 2026

Con le regole introdotte dal 1° gennaio 2025 (Legge di Bilancio 2025) che continuano ad applicarsi anche nel 2026, sono stati previsti nuovi criteri per l'accesso alla NASpI in alcune situazioni. Queste disposizioni mirano a garantire un uso più responsabile del sussidio e a prevenire abusi.

Nuovi requisiti di contribuzione

Dal 1° gennaio 2025, i lavoratori che si dimettono volontariamente o che risolvono consensualmente un contratto di lavoro a tempo indeterminato devono aver accumulato almeno 13 settimane di contribuzione presso il nuovo datore di lavoro prima di poter richiedere la NASpI. Questo requisito è stato introdotto per evitare che i lavoratori possano sfruttare il sistema senza aver effettivamente contribuito.

Eccezioni ai nuovi requisiti

Ci sono alcune eccezioni a questa nuova regola. Le dimissioni durante il periodo di maternità, le dimissioni per giusta causa e la risoluzione consensuale in caso di licenziamento per motivi oggettivi non sono soggette a questo requisito di contribuzione.

NASpI anticipata: cosa cambia dal 2026

Dal 1° gennaio 2026, in caso di richiesta di NASpI anticipata, l’importo viene erogato in due rate: una prima quota pari al 70% e un saldo del 30% dopo le verifiche previste, entro 60 giorni.

Come funziona la NASpI

La NASpI viene erogata mensilmente e il suo importo è calcolato sulla base della retribuzione media percepita dal lavoratore negli ultimi quattro anni. Tuttavia, ci sono delle specifiche modalità di calcolo che determinano l'importo finale dell'indennità.

Calcolo dell'importo

L'importo della NASpI è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile, fino a un massimo di 1.562,82 euro (valore INPS per il 2025; per il 2026 l’importo di riferimento e il massimale vengono rivalutati annualmente e comunicati dall’INPS). Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.436,61 euro (soglia 2025), l’importo della NASpI corrisponde al 75% di tale retribuzione; se invece la retribuzione media mensile è superiore, l’importo è pari al 75% di 1.436,61 euro più il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e 1.436,61 euro, nel limite del massimale.

Durata dell'erogazione

La NASpI può essere erogata per un massimo di 24 mesi, a seconda della durata del periodo di contribuzione. Tuttavia, l'importo subisce una riduzione del 3% a partire dal sesto mese di fruizione (dall’ottavo mese se il beneficiario ha almeno 55 anni alla data di presentazione della domanda).

Modalità di richiesta della NASpI

La richiesta della NASpI deve essere effettuata attraverso l'INPS e può essere presentata in diversi modi.

Presentazione della domanda

I disoccupati aventi diritto possono presentare la domanda:

  • Online: Attraverso il portale dell'INPS, utilizzando le credenziali SPID o la Carta di Identità Elettronica.
  • Patronati: Rivolgendosi a enti di patronato che possono presentare la domanda per conto del richiedente.
  • Contact Center: Chiamando il numero verde dell'INPS 803 164 da rete fissa o 06 164 164 da rete mobile.

Tempistiche per la domanda

È fondamentale presentare la domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Se la domanda viene presentata oltre questo termine, il diritto all'indennità potrebbe essere compromesso.

Sospensione e cumulo della NASpI

La NASpI può essere sospesa in determinate circostanze, come nel caso di una nuova occupazione, ma ci sono delle condizioni specifiche da rispettare.

Casi di sospensione

La NASpI viene sospesa quando il beneficiario accetta un lavoro subordinato di durata inferiore a 6 mesi, a condizione che il reddito annuale non superi 8.000 euro. Se il lavoro ha una durata superiore, il diritto all'indennità viene interrotto.

Cumulo con altri redditi

È possibile cumulare la NASpI con altre forme di reddito, come quelli derivanti da lavoro autonomo o parasubordinato, purché non si superi il limite di 8.500 euro.

Importo della NASpI nel 2026

L'importo massimo della NASpI viene aggiornato annualmente dall’INPS. Per il 2025 è fissato a 1.562,82 €; per il 2026 il massimale sarà indicato nelle comunicazioni annuali INPS. Tuttavia, come già accennato, l'importo può variare a seconda della retribuzione media del lavoratore.

Dettagli sul calcolo

Il calcolo dell'indennità tiene conto delle settimane di contribuzione e della retribuzione media degli ultimi quattro anni. Questo metodo garantisce che l'importo sia equo e proporzionato alla situazione lavorativa del richiedente.

FONTE: https://www.lavoroeconcorsi.com/

25 febbraio 2026

Bonus bebè 2026 in Sicilia: requisiti, Isee e scadenze per avere i 1000 euro

 Pubblicato anche quest’anno l’avviso dell’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali per la concessione del bonus bebè, mille euro per ogni nuovo nato, alle famiglie con Isee non superiore ai diecimila euro.

Il bonus è destinato ai neo-genitori residenti in Sicilia al momento del parto o dell’adozione o a chi esercita la potestà parentale, che abbiano cittadinanza italiana o comunitaria e con un Isee non superiore a 10.000 euro

Per ottimizzare i criteri di assegnazione e distribuire equamente le somme per i nati nell’arco dell’anno solare, il bonus sarà erogato in due finestre temporali e saranno stilati due elenchi degli aventi diritto: 

un primo semestre per i nati dal 1° ottobre 2025 al 31 marzo 2026; 

un secondo semestre per i nati dal 1° aprile al 30 settembre 2026; 

le domande relative ai nati dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 rientreranno, poi, nel primo semestre 2027.

Le richieste vanno presentate, entro 45 giorni dalla nascita (o dal provvedimento di adozione/affidamento), direttamente ai Comuni di residenza che inoltreranno le domande all’assessorato regionale della Famiglia (entro il 20 maggio 2026 per il primo semestre ed entro il 20 novembre 2026 per il secondo semestre). Gli uffici regionali, successivamente, redigeranno le graduatorie e procederanno al riparto e all’assegnazione delle somme alle amministrazioni locali che, a loro volta, erogheranno il bonus ai beneficiari.

L’avviso pubblico è stato pubblicato sul sito della Regione Siciliana ed è disponibile a questo indirizzo.

Fonte:https://www.direttasicilia.it/

20 febbraio 2026

Assegno maternità 2026 a Monreale: importi, requisiti Isee e come fare domanda

 

Assegno maternità 2026 a Monreale: importi, requisiti Isee e come fare domanda

Monreale – Dalla giornata di lunedì 23 febbraio 2026, le madri residenti nel territorio cittadino potranno inoltrare la richiesta per accedere al sostegno finanziario predisposto dai servizi sociali. 
L’assegno, previsto per ogni neonato, bambino adottato o in affidamento preadottivo durante l’anno in corso, prevede un importo totale pari a € 2.065,50 (erogato in cinque quote mensili da € 413,10 ciascuna). Il sussidio spetta a condizione di non usufruire già di altre indennità previdenziali di maternità che superino tale soglia.

Per l’annualità 2026, i requisiti di ammissione definiti dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia sono i seguenti:

Soglia ISEE: 

Il valore massimo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente è stabilito in € 20.668,26.
Beneficiarie: 

Hanno diritto al contributo le donne residenti a Monreale, cittadine italiane, comunitarie o straniere in possesso di regolare permesso di soggiorno.
Tempistiche: 

La domanda deve essere presentata, pena la decadenza, entro la scadenza improrogabile di 6 mesi dalla data di nascita o dall’ingresso del minore nel nucleo familiare.

Le istanze, complete dei documenti richiesti, possono essere trasmesse attraverso due canali, presso gli uffici dell’Area 3 “Promozione sociale e territoriale” in Via Venero 117, osservando i seguenti orari:
Lunedì e Giovedì: 08:30 – 11:30
Martedì: 15:00 – 17:30
Via Email: Scrivendo all’indirizzo di posta elettronica promozione.sociale@comune.monreale.pa.it.

“Rappresenta un aiuto tangibile per le famiglie monrealesi in una fase delicata e significativa come quella dell’accoglienza di un figlio,” ha sottolineato l’Assessore ai Servizi Sociali, Riccardo Oddo. Il provvedimento è stato siglato inoltre dal Dirigente Pietroantonio Bevilacqua.

Fonte:https://monrealelive.it/

11 febbraio 2026

Domanda Social Card: quest'anno l'INPS erogherà 480 euro

La Carta Acquisti, conosciuta anche come social card, è uno strumento di supporto economico istituito dal governo per contrastare la povertà e aiutare le fasce più vulnerabili della popolazione. Anche per il 2026 è stata confermata la disponibilità della Carta Acquisti, con nuovi requisiti e aggiornamenti riguardo all'ISEE. In questo articolo esploreremo tutti i dettagli e come fare domanda.

Cos'è la Carta Acquisti e come funziona

La Carta Acquisti è un contributo economico erogato ogni due mesi, per un totale di 80 euro bimestrali (480 annuali), al fine di sostenere le spese alimentari, sanitarie e il pagamento delle bollette di luce e gas. Questo strumento è rivolto principalmente ai cittadini italiani con età pari o superiore ai 65 anni e ai genitori di bambini di età inferiore ai tre anni.

La Carta Acquisti funziona come una carta di pagamento elettronica, simile a un bancomat o a una PostePay, ed è gratuita. Una volta ottenuta viene periodicamente ricaricata dallo Stato. I beneficiari possono utilizzare i fondi sulla carta per acquistare beni alimentari di prima necessità, prodotti sanitari e pagare le bollette di luce e gas.
 

È importante sottolineare che la Carta Acquisti non va confusa con la carta "Dedicata a te", un'altra misura governativa che fornisce un bonus aggiuntivo per l'acquisto di carburante e abbonamenti ai trasporti pubblici.

Requisiti per ottenere la Social Card

Per poter ottenere la Carta Acquisti è necessario soddisfare determinati requisiti. Prima di tutto bisogna essere residenti in Italia e rientrare tra i soggetti ammessi (cittadini italiani o UE, oppure familiari di cittadini italiani/UE con diritto di soggiorno, oppure titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, oppure rifugiati/titolari di protezione sussidiaria) e rientrare in una delle due categorie di beneficiari: avere 65 anni o più, oppure essere genitori di bambini di età inferiore ai tre anni.

Inoltre, è fondamentale rientrare nei nuovi limiti ISEE, che tengono conto del tasso di inflazione Istat. I limiti sono diversi a seconda dell'età dei beneficiari:

  • per i cittadini nella fascia di età dei minori di anni 3, valore massimo dell’indicatore ISEE pari a euro 8.230,81
  • per i cittadini di età compresa tra i 65 e i 70, valore massimo dell’indicatore ISEE pari a euro 8.230,81 e importo complessivo dei redditi percepiti non superiore a euro 8.230,81;
  • per i cittadini nella fascia di età superiore agli anni 70, valore massimo dell’indicatore ISEE pari a euro 8.230,81 e importo complessivo dei redditi percepiti non superiore a euro 10.974,4

14 gennaio 2026

Bonus bollette 2026, come richiederlo, quando arriva e i requisiti Isee

 Nel 2026 i bonus bollette scatteranno in automatico non appena le famiglie presenteranno i documenti per aggiornare l'Isee

L’agevolazione è diventata ordinaria e strutturale: si rinnova automaticamente ogni anno e può essere integrata con dei contributi extra come è avvenuto nel 2025, quando è stato messo a disposizione un bonus aggiuntivo di 200 euro.

L’erogazione di eventuali contributi supplementari, però, non deve mai essere data per certa, perché ogni anno è condizionata dai fondi che il Governo ha a disposizione.

Come funziona il bonus bollette 2026

Il nome ufficiale del bonus bollette è bonus sociale: l’agevolazione è stata confermata per il 2026 senza sostanziali modifiche rispetto al passato.

La misura è disponibile in tre versioni diverse a cui le famiglie possono accedere:

  • bonus luce per disagio economico;
  • bonus luce per disagio fisico;
  • bonus gas per disagio economico.

L’agevolazione economica sulla luce

Per il 2026 è stato confermato il bonus luce per il disagio economico.

I requisiti del bonus luce

Alla misura possono accedere le famiglie con un basso reddito: è rivolta ai nuclei familiari che hanno un Isee fino a 9.530 euro. Il limite sale a 20.000 euro nel caso in cui in famiglia siano presenti almeno 4 figli.

Erogazione senza domanda

L’erogazione avviene in modo automatico in bolletta, dopo che le famiglie hanno presentato la Dichiarazione sostitutiva Unica (Dsu) per ottenere l’Isee aggiornato.

A quanto ammonta

Lo sconto sarà pari a 146 euro per le famiglie composte da uno o due componenti, pari a 40 centesimi al giorno.

Nel caso in cui la famiglia sia composta da 3 o 4 persone, il contributo sale a 186,15 euro l’anno, mentre sale a 204,40 euro nel caso in cui la famiglia sia composta da più di quattro membri.

Bonus luce per il disagio fisico

Il 2026 vede confermato anche il bonus luce per disagio fisico: l’agevolazione spetta alle famiglie in cui è presente un componente affetto da gravi patologie o ci siano delle persone che hanno la necessità di apparecchiature elettromedicali salvavita.

Questo particolare bonus bollette, a differenza del precedente, non è legato all’Isee e viene concess0 indipendentemente dal reddito del richiedente.

Il requisito base è che un componente della famiglia sia in gravi condizioni di salute e abbia la necessità di apparecchiature elettriche per il mantenimento in vita, ad esempio dispositivi per la funzione respiratoria, renale, alimentare e ausili come le carrozzine elettriche.

Sono tre i fattori che determinano l’entità dello sconto che si riesce a ottenere direttamente in bolletta:

  • la potenza del contratto;
  • il tipo di apparecchiatura utilizzata;
  • il tempo di utilizzo giornaliero.

Si stima che per il 2026 gli il risparmio complessivo che può arrivare in bolletta grazie a questa agevolazione possa oscillare tra 180 e 650 euro l’anno.

Come presentare la domanda

A differenza di quanto accade con il bonus economico sulla luce, quello per il disagio fisico non è automatico: deve essere richiesto esplicitamente.

La domanda può essere presentata direttamente dalla persona con la patologia o da un qualsiasi altro componente il nucleo familiare nel quale il malato risiede. I moduli devono essere inviati al Comune di residenza, anche tramite Caf.

È necessario essere in possesso della seguente documentazione:

  • la certificazione dell’Asl attraverso la quale sia attestata la necessità dell’apparecchiatura, il tipo di dispositivo e le ore di utilizzo;
  • documento di identità e codice fiscale del richiedente e del malato;
  • il Modulo B compilato che può essere scaricato direttamente dal portale dell’Arera;
  • i dati della fornitura.

Durata e rinnovo

Il bonus luce per disagio fisico viene erogato fino a quando persiste la necessità di utilizzare le apparecchiature salvavita. La domanda di rinnovo non deve essere presentata ogni anno, salvo i casi in cui siano cambiate le apparecchiature o non sia necessario cambiare fornitore o potenza.

L’eventuale cessazione dell’utilizzo dei vari dispositivi deve essere comunicata tempestivamente.

Le agevolazioni per il gas di casa

Sconto applicato direttamente in bolletta, il bonus gas per disagio economico funziona nello stesso modo di quello per l’elettricità: è necessario avere un Isee inferiore a 9.530 euro, che può salire 20.000 euro con 4 figli a carico.

Anche in questo caso l’agevolazione viene erogata in modo automatico e non è necessario presentare alcuna domanda. È sufficiente compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica per aggiornare l’Isee.

In questo caso gli importi che vengono erogati variano a seconda della zona climatica di appartenenza della famiglia e al numero di persone che la compongono.

Il risparmio che le famiglie possono ottenere grazie a questa agevolazione vanno da un minimo di 39 euro (per i piccoli nuclei familiari che abitano in zone calde e utilizzano il gas solo per la cottura e l’acqua calda) a un massimo di circa 156 euro, quando la famiglia è numerosa ed abita in una zona climatica fredda con riscaldamento incluso.

I bonus bollette sono cumulabili tra di loro

È importante sottolineare che i vari bonus bollette sono cumulabili tra di loro.

Le agevolazioni sulle utenze, inoltre, sono compatibili con lo sconto sulla tassa rifiuti (conosciuto come bonus Tari), che permette di ottenere uno sconto del 25% sulla bolletta dei rifiuti.

A chi devono essere intestate le utenze

Uno dei requisiti fondamentali per poter ricevere il bonus bollette è che le utenze siano intestate a uno dei componenti del nucleo familiare.

Se, per esempio, si vive in un alloggio in affitto e il contratto è intestato al proprietario, non si ha diritto a riceve l’agevolazione. La fornitura, inoltre, deve avere una tariffa per uso domestico e deve essere regolarmente attiva.

Nel caso in cui la fornitura del gas dovesse essere centralizzata (condominiale), il bonus bollette viene erogato in un’unica soluzione tramite bonifico domiciliato, ritirabile presso gli uffici di Poste Italiane.

Per ottenere il contributo, in questo caso, è necessario presentare normalmente la Dichiarazione Sostitutiva Unica.

Dato che i sistemi informatici dell’Arera non riusciranno a rilevare una fornitura diretta, invieranno una comunicazione con la quale viene chiesto il codice Pdr (identificativo del contatore) del condominio. Sarà sufficiente fornire questo dato per ottenere il contributo.

fonte: https://quifinanza.it/

12 gennaio 2026

Arriva il ddl sui caregiver, fino a 400 euro per i conviventi

 disegno di legge che riconosce il ruolo del careviger familiare.

Al centro del provvedimento c'è infatti il convivente prevalente che garantisce il maggior carico di assistenza e l'introduzione di un sistema di tutele differenziate basato sul monte ore svolto da caregiver.

Per il caregiver convivente sono previste tre tipologie: 

per chi svolge un carico assistenziale pari o superiore a 91 ore settimanali, 

per chi effettua dalle 30 alle 90 ore settimanali,

per chi fa dalle 10 alle 29 ore settimanali. 

per chi non è convivente è previsto un carico assistenziale di almeno 30 ore settimanali. 

La tutela economica sarà garantita esclusivamente ai familiari conviventi che svolgono almeno 91 ore settimanali con un reddito non superiore a 3.000 euro annui e con Isee non superiore ai 15mila euro. 

A loro viene riconosciuto un contributo economico esentasse fino a 400 euro mensili, erogato trimestralmente o semestralmente. L'entità esatta del contributo dipenderà dal numero di domande che verranno presentate nel momento in cui sarà individuata la platea di destinatari e sarà compatibile con le ulteriori misure di sostegno previste per i caregiver familiari a livello regionale.

I caregiver interessati ad essere riconosciuti potranno registrarsi a partire da settembre 2026 sul sito dell'Inps. 

Per il 2026-2028 sono stati stanziati 257 milioni di euro annui da ripartire tra gli aventi diritto a partire dal 2027, mentre le risorse stanziate per il 2026 (pari a 1,15 milioni di euro) serviranno per il primo passo, cioè la costruzione della piattaforma Inps che permetterà, nel 2027, di erogare il contributo. 

Tra le tutele, differenziate a seconda del monte ore, i caregiver riconosciuti potranno avere il diritto al congedo parentale se chi deve essere assistito è un minore di 18 anni. Inoltre potranno ricevere ferie e permessi solidali dai colleghi dipendenti dello stesso datore di lavoro. 

Se si tratta di un giovane caregiver potrà richiedere la compatibilità dell'orario di servizio civile con l'attività di cura. 

Gli studenti caregiver potranno essere esonerati dal pagamento delle tasse universitarie o vedere ricosciuta l'esperienza di cura come credito nei percorsi di formazione scuola-lavoro.


fonte: https://www.ansa.it/

26 dicembre 2025

Sanità, viaggio tra eccellenze e ombre degli ospedali di Palermo

 

Dove si cura bene e dove il sistema non regge 

Qualità delle cure, appropriatezza clinica ed esiti ospedalieri attraverso decine di indicatori. Questo quanto l’Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, il principale strumento di valutazione a supporto di programmi di audit clinico e organizzativo, mette in luce anche a proposito di Palermo. Quella siciliana è una capitale sanitaria regionale che concentra alcune delle migliori eccellenze del Mezzogiorno

La Maddalena, l’eccezione regionale 

Se c’è un nome che spicca sopra tutti nel panorama sanitario palermitano è quello della Casa di cura La Maddalena. Nel campo della chirurgia oncologica, in particolare per tumori di mammella, colon-retto e polmone, la struttura palermitana è l’unica del Mezzogiorno ad aver raggiunto il livello di aderenza “molto alto” su tutti e sette gli indicatori valutati dal Pne. In Italia solo 51 strutture raggiungono questo livello e appena 38 superano almeno quattro indicatori. La Maddalena li supera tutti. È un dato che colloca Palermo accanto a colossi della sanità nazionale come l’Humanitas di Rozzano, il Gemelli e l’Umberto I di Roma, il San Martino di Genova o l’Istituto tumori di Napoli.  In un contesto regionale segnato dalla mobilità sanitaria passiva – che gli ultimi studi forniti dalla Cgil hanno ritenuto tocchi gli oltre 180 milioni di euro l’anno soltanto per i siciliani – , La Maddalena rappresenta un argine all’emigrazione sanitaria e dimostra che anche in Sicilia è possibile garantire cure oncologiche di livello nazionale. 

Ortopedia e apparato muscolo-scheletrico: Palermo tiene botta col Nord 

Se l’oncologia è il fiore all’occhiello, l’area in cui la Sicilia – e Palermo in particolare – mostra la maggiore densità di qualità è quella osteomuscolare. Il Pne individua quattordici strutture siciliane con livello “molto alto” e tre di queste si trovano nel capoluogo: Orestano, Noto-Pasqualino e Latteri. Si tratta di case di cura che competono, per risultati clinici e appropriatezza, con strutture simbolo dell’ortopedia italiana come il Rizzoli di Bologna. Tutti i centri palermitani raggiungono punteggi elevati su cinque o sei indicatori, dimostrando un’organizzazione efficace delle reti cliniche per protesi, interventi su femore e riabilitazione. 

Up & Down: cardiologia ed emergenza-urgenza 

Il quadro cambia radicalmente quando si entra nell’area cardiocircolatoria. Qui Palermo scompare dalle classifiche di vertice. L’unica struttura siciliana a raggiungere il livello “molto alto” è il Cannizzaro di Catania, inserito tra i 25 migliori ospedali italiani. Nel capoluogo siciliano, invece, nessun ospedale raggiunge standard comparabili. Un dato allarmante, se si considera che le patologie cardiovascolari restano la prima causa di morte. Il Pne segnala una mortalità ospedaliera post bypass aorto-coronarico elevata e molto variabile, indice di disomogeneità nella qualità delle cure. Ancora più critico è il dato sulla tempestività degli interventi: in molte aree della Sicilia, meno del 40% dei pazienti con infarto Stemi riceve un’angioplastica entro i 90 minuti dal ricovero, la soglia considerata salvavita. Palermo non fa eccezione. Ritardi che pesano sugli esiti clinici e sull’elevato tasso di mortalità. 

FONTE: https://qds.it/

23 dicembre 2025

Nuovi permessi retribuiti per gravi patologie 2026: istruzioni INPS

 

Nuovi permessi retribuiti per gravi patologie 2026: istruzioni INPS

In vigore dal 1° gennaio 2026 i permessi aggiuntivi per lavoratori con patologie oncologiche o croniche: regole, indennità e compilazione Uniemens

Con la circolare n. 152 del 19 dicembre 2025, l’INPS fornisce le prime istruzioni operative per l’attuazione dell’articolo 2 della legge 18 luglio 2025, n. 106, che introduce ulteriori permessi retribuiti per visite, esami e cure mediche in favore di

  1.  lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti o croniche,  e di 
  2. genitori di figli minori con le medesime patologie.

La misura, in vigore dal 1° gennaio 2026, interessa i lavoratori dipendenti del settore privato e comporta specifici adempimenti per i datori di lavoro, in particolare per quanto riguarda l’anticipazione dell’indennità economica e la corretta esposizione degli eventi nel flusso Uniemens.

1) La nuova legge 106 2025: beneficiari e condizioni

Il nuovo istituto trova fondamento nell’articolo 2 della legge n. 106/2025, che riconosce, in aggiunta alle tutele già previste dalla normativa vigente e dai contratti collettivi, dieci ore annue di permesso retribuito per:

  • lavoratori affetti da malattie oncologiche in fase attiva o in follow-up precoce;
  • lavoratori con malattie invalidanti o croniche, anche rare,
  • lavoratori con figlio minorenne affetto dalle medesime patologie.

Le patologie devono comportare una invalidità pari o superiore al 74%.

La disposizione si applica esclusivamente ai lavoratori dipendenti, restando escluse la Gestione separata e il lavoro autonomo.

I permessi possono essere utilizzati per visite, esami strumentali, analisi chimico-cliniche e microbiologiche o cure mediche.

È inoltre richiesto che il rapporto di lavoro sia in essere al momento della fruizione del permesso.

Ai fini del riconoscimento del diritto al permesso è necessario:

  • il verbale di invalidità civile (≥ 74%);
  •  prescrizioni mediche rilasciata dal medico di medicina generale o da uno specialista di struttura pubblica o accreditata.
  • Per i figli minori, il requisito sanitario è soddisfatto anche con il riconoscimento dell’indennità di frequenza.

Il lavoratore interessato deve fare richiesta, nelle modalità indicate dal datore di lavoro, nel rispetto della normativa in materia di tutela dei dati personali, e dichiarare di essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge (prescrizione medica  e  riconoscimento del grado di invalidità civile pari o superiore al 74%).

ATTENZIONE Una volta fruito il permesso, il lavoratore deve produrre al datore di lavoro l’attestazione  rilasciata dalla struttura presso la quale ha effettuato le prestazioni sanitarie prescritte.

2) Indennità economica per i permessi come si calcola

La novità più rilevante riguarda la natura economica del beneficio. Per le dieci ore annue di permesso aggiuntivo è infatti prevista un’indennità economica, determinata secondo le regole della malattia comune.

Nel settore privato: l’indennità è anticipata dal datore di lavoro e poi  l’importo è recuperato tramite conguaglio contributivo INPS. 

Nel settore pubblico l'indennità è erogata dall'Ente di appartenenza

La misura dell’indennità è pari al 66,66% della retribuzione media globale giornaliera (RMGG). 

Pertanto, per calcolare il trattamento economico spettante per ciascuna ora di permesso fruita, il datore di lavoro deve:

  • determinare la retribuzione oraria dividendo la RMGG per il numero di ore lavorative previste giornalmente, sulla base del contratto di riferimento;
  • applicare la percentuale di indennizzo del 66,66


ElementoValore
Ore annue di permesso10 ore
Decorrenza1° gennaio 2026
Misura indennità66,66% RMGG
Soggetto anticipatoreDatore di lavoro
RecuperoConguaglio Uniemens

La fruizione è consentita solo in ore intere, non frazionabili, il diritto per il figlio minore è autonomo rispetto a quello spettante al lavoratore per sé stesso.

3) Le istruzioni operative per Uniemens

Dal punto di vista operativo, la circolare INPS introduce un nuovo codice evento Uniemens:

PCM – Permessi per visite, esami e cure mediche per patologie oncologiche, invalidanti e croniche.

Il codice deve essere utilizzato dal flusso di competenza gennaio 2026, con esposizione:

  • nell’elemento <CodiceEvento> di <Settimana>;
  • nel calendario giornaliero, indicando il numero di ore fruite;
  • nel campo <DiffAccredito>, valorizzando la retribuzione persa.

Ai fini del conguaglio dell’indennità anticipata, i datori di lavoro devono utilizzare il codice causale “0060”, indicando:

codice fiscale del lavoratore o del dante causa;

  • periodo di competenza;
  • importo conguagliato.

Sono inoltre previste istruzioni differenziate per:

  • operai agricoli a tempo indeterminato;
  • operai agricoli a tempo determinato e lavoratori domestici (con rimborso diretto INPS);
  • lavoratori iscritti alla Gestione pubblica, per i quali è istituito il Tipo Servizio “4G”.
FONTE: https://www.fiscoetasse.com/

*******************DOMANDE IN TEMA PREVIDENZIALE******************

*************DOMANDE IN TEMA ASSISTENZIALE***************

***************DOMANDE IN TEMA FISCALE*****************

****************DOMANDE IN TEMA GIURIDICO********************

PUOI ANCHE CERCARE TRA MIGLIAIA DI OFFERTE LAVORO QUI'.....

Riepilogo post precedenti (cerca)